Apprendo che un semplice post ironico sui social ha scatenato un vero e proprio allarme democratico. Tra richieste di dimissioni e toni drammatici, sembra che a sinistra si sia perso il senso del ridicolo, oltre a quello dell’autoironia.
Mentre c’è chi invoca le mie dimissioni per un post, io preferisco continuare a occuparmi dei problemi reali di Calenzano e dei cittadini che mi hanno votata. Se un’immagine satirica bastasse per far decadere un consigliere comunale, le nostre istituzioni sarebbero vuote da un pezzo.
Tranquillizzo gli “indignati speciali ossessionati da me”: rimango come sempre al mio posto a lavorare con serietà, riservandomi il diritto di sorridere sulle bizzarrie della politica di questi ultimi mesi. Un bel respiro profondo, una tazza di caffè e un po’ di leggerezza faranno bene a tutti. Non è forse la sinistra toscana ad aver inventato l’assessorato alla felicità? Con queste belle giornate di sole c’è chi ironizza e chi protesta. Si chiama libertà: una parola tanto amata dalla sinistra, che vorrebbe però applicarla solo per se stessa e negarla agli altri.
Monica Castro



