AVS Firenze: “Museo Ginori è nostra storia, non il balocco della destra e del ministro Giuli”

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Il ministero Alessandro Giuli ha deciso di nominare Marco Corsini, sindaco di Rio nell’Elba, a presidente della Fondazione Museo Ginori di Sesto Fiorentino. Di seguito le reazioni di Diana Kapo, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Firenze, e Irene Falchini, capogruppo di Sinistra Italiana in consiglio comunale a Sesto Fiorentino:

“Smentendo la sua stessa volontà, senza fornire spiegazioni e senza coinvolgere Comune di Sesto Fiorentino e Regione Toscana, il Ministro della Cultura Giuli ha nominato alla guida della Fondazione Ginori un suo fedelissimo, Marco Corsini, sindaco del comune di Rio dell’Elba, assessore a Roma con Alemanno e con un lungo curriculum di incarichi tra i più disparati, nessuno dei quali ha però a che fare con i beni culturali. Una scelta basata evidentemente sulla fedeltà politica e non sulla competenza, che mortifica il lavoro svolto fino a oggi dalla Fondazione e umilia la comunità di Sesto Fiorentino e tutta la Toscana”.

Lo affermano Diana Kapo, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Firenze e Irene Falchini, capogruppo di Sinistra Italiana in consiglio comunale a Sesto Fiorentino, a proposito dell’annuncio della sostituzione di Tomaso Montanari alla guida della Fondazione Museo Archivio Ginori della Manifattura di Doccia decisa dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli. La comunicazione è pervenuta al Comune di Sesto Fiorentino e alla Regione Toscana nella giornata di ieri senza recare spiegazioni, nonostante in ottobre lo stesso ministero avesse manifestato con una lettera ai due enti la volontà di confermare Tomaso Montanari.

“Il Museo Ginori è un patrimonio storico e artistico da valorizzare, dopo anni e anni di chiusura – proseguono – Il percorso iniziato con Tomaso Montanari è stato apprezzato da tutti i predecessori di Giuli, indipendentemente dalla lontananza politica. Lo stesso Giuli, pochi mesi fa, aveva espresso la volontà di confermare Montanari, assecondando la richiesta di Regione Toscana e Comune. Ieri è arrivata la doccia fredda, dopo mesi di inerzia che hanno paralizzato l’attività della Fondazione e denunciati in parlamento dall’onorevole Piccolotti. Tempi e modalità con cui Giuli si è affrettato a mandare all’aria il lavoro svolto fino ad oggi la dicono lunga sull’idea di cultura del ministro e della destra di Meloni e Salvini”.

“In queste ore pesa ma non stupisce il silenzio della destra locale, irrilevante e inerte mentre il suo Governo umilia la comunità di Sesto Fiorentino. Dal ministro – concludono – ci aspettiamo spiegazioni e un passo indietro. Il Museo è la nostra storia, non il balocco della peggiore destra di sempre”.

 

1 COMMENTO

  1. La decisione della nomina politica alla direzione del Museo Ginori è un pericoloso campanello di allarme per il patrimonio artistico italiano e uno schiaffo alla gestione illuminata e produttiva delle ricchezze artistiche dei territori italiani. Il futuro di un museo che valorizza un patrimonio unico, di risonanza mondiale che nasce su basi storiche legate al territorio di Sesto Fiorentino, e che potrebbe rivitalizzare la cultura artistica di questo territorio, sembra andare in una sola direzione. E cioè quella di un conto numerico di ingressi e profitti, indipendenti da un vero progetto culturale con legami di respiro europeo (vedi Meissen, Limoges…).
    Inoltre il patrimonio di storia e di esperienze tecniche, di cui sono ancora testimoni molti cittadini sestesi,
    è cancellato.

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