Giorni di Storia: gli anni ’70 spiegati da Miguel Gotor

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Miguel Gotor

Lo storico e politico Miguel Gotor sarà ospite domani domenica 4 dicembre ore 11.00 a Sesto Fiorentino presso la Biblioteca Ernesto Ragionieri (piazza della Biblioteca 4) Sala Meucci, per l’ultima giornata del festival Giorni di Storia. Gotor parteciperà all’iniziativa con un intervento dal titolo “Generazione Settanta. Temi e problemi”.

La programmazione del festival si aprirà alle 10.00 sempre alla Biblioteca Ragionieri, in Sala Giovani, con “Guerre sui confini nei comuni medievali: le cavallate”: ricostruzione con plastico di uno scontro tra guelfi fiorentini e fuoriusciti ghibellini con possibilità di giocare usando il regolamento Lion Rampant.

Alle 10.30 in Sala Ragazzi il laboratorio per bambine e bambini dai 7 ai 10 anni “Tra le mura di un castello”, a cura della scrittrice Sara Marconi e dell’illustratore Simone Frasca, coautori del libro “La storia d’Italia per bambini”(ingresso gratuito a tutte le iniziative, www.giornidistoriafestival.it).

“Mi soffermerò sugli anni turbinosi di un’Italia ove i nodi di una modernizzazione non risolta vengono al pettine. Anni Settanta: il decennio piú lungo del secolo breve inizia nel 1966 con gli ‘angeli del fango’ che accorrono in una Firenze invasa dall’Arno e finisce nel 1982 con il trionfo ai mondiali di calcio. Tra questi due poli corre una storia piena di speranze e di ferocia, di sogni e di violenza in cui l’Italia, condizionata con forza dal contesto internazionale, vive trasformazioni profonde all’inseguimento di una sempre difficile modernizzazione”, spiega Gotor.

E continua: “Racconterò quegli anni generosi e terribili in cui tutto è sembrato possibile con uno sguardo generazionale non del testimone ma dello storico. Un segnale tangibile della presenza di un risveglio giovanile non legato esclusivamente alla nuova classe operaia, bensí riguardante anche la piccola e media borghesia, coinvolta nel processo di scolarizzazione di massa allora in corso, si registrò in occasione dell’alluvione di Firenze. Tantissimi giovani, mossi da una volontà d’impegno collettivo, accorsero in modo spontaneo nella città da ogni parte d’Italia per rispondere anche al bisogno di un nuovo protagonismo generazionale. La voglia di contare si mescolava con un’ansia pungente di ribellione, che contestava i valori perbenisti e i modelli di vita borghesi. Quell’irrequietezza esistenziale poteva trasformarsi in rabbia sorda e impotente. È da qui che inizierò a raccontare i momenti chiave del ‘decennio piú lungo del secolo breve’ arrivando fino al 1982, data del trionfo dell’Italia nei mondiali di calcio. Un decennio turbinoso, ove le contraddizioni della modernizzazione sono il basso continuo su cui si muovono la contestazione giovanile e quella operaia, e ancora la strategia della tensione, lo stragismo e la lotta armata, la solidarietà nazionale, il movimento del Settantasette e il femminismo fino al tramonto della guerra fredda”.

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