In carcere per furto, ma i testimoni non li riconoscono: liberi

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Auto dei carabinieri

Arrestati il 28 marzo scorso dai carabinieri con l’accusa di aver messo a segno due furti in abitazione a Sesto Fiorentino spacciandosi per carabinieri, sono stati scarcerati per insufficienza di gravi indizi di colpevolezza.

Protagonisti un 33enne e due fratelli di 32 e 36 anni, tutti di origine romena, che erano finiti in manette in base ai riconoscimenti fotografici effettuati dalle vittime, un’anziana e la sua badante, e da un testimone. Secondo quanto emerso, il 32enne sarebbe stato scarcerato dal gip su richiesta del suo difensore, dopo che, in sede di interrogatorio, aveva dimostrato di essere a lavoro al momento dei colpi.

I due fratelli sono tornati in libertà su richiesta della stesso pubblico ministero titolare delle indagini. Dopo la scarcerazione del 32enne infatti il pm Giacomo Pestelli ha disposto intercettazioni telefoniche, sul telefono cellulare del romeno, e ambientali in carcere, sulle conversazioni tra i due fratelli rimasti agli arresti, dalle quali è emerso che i tre si proclamavano innocenti, accusando del colpo alcuni connazionali attualmente detenuti in Danimarca per altri fatti.

Gli investigatori hanno quindi mostrato alle vittime e ai testimoni un nuovo album fotografico di sospettati. Nessuno sarebbe stato in grado in questo caso di riconoscere i due fratelli romeni. L’unico ad essere riconosciuto sarebbe stato il 32enne, che però, secondo quanto accertato in un secondo momento dagli investigatori, si trovava effettivamente al lavoro al momento della commissione dei delitti.

ANSA

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