InCanto 2024, “Concerto d’amore” all’Istituto De Martino

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Concerto d'amore

InCanto 2024
Rassegna del canto di tradizione orale e di nuova espressività
XXIXª Edizione

Sabato 13 luglio 2024, ore 21:15
Villa San Lorenzo al Prato, Sesto Fiorentino (FI)

CONCERTO D’AMORE
di Marco Rovelli & Paolo Monti con Paola Rovai

Sabato 13 luglio alle 21:15, InCanto 2024 presenta “Concerto d’amore” di Marco Rovelli con Paolo Monti e Paola Rovai.

Marco Rovelli canta una serie di canti d’amore della tradizione popolare italiana insieme a Paola Rovai, una delle straordinarie voci femminili della scena musicale italiana che hanno partecipato a questo progetto, e a Paolo Monti, che li reinterpreta con sonorità elettriche trasformandoli senza tradirne mai l’essenza. Nasce così un album con una selezione delle melodie e delle armonie più belle e intense di canti toscani, molisani, pugliesi, campani, siciliani, sardi. Canti che danno forma, voce e suono a qualcosa che eccede ogni parola, concetto e pensiero, e che per questo si sono sedimentati nei secoli e si sono tramandati nel tempo. Un progetto quindi che è testimone del loro rappresentare qualcosa di universale che va a toccare le corde profonde dell’essere umano.

Tra i brani presenti in “Concerto d’amore”, ci sono alcuni canti toscani legati al corteggiamento, che omaggiano la bellezza dell’amato o dell’amata. Sono quelli che si chiamano rispetti, proprio perché si cantavano in segno di rispetto per l’innamorato o per l’innamorata di cui esiste un repertorio enorme, in particolare nella storica raccolta “Canti popolari toscani”, raccolti e annotati da Giuseppe Tigri del 1854, dalla quale Rovelli ha attinto per il primo brano dell’album. Il secondo brano toscano, “Cade l’uliva”, era stato riproposto nell’album “La Veglia” da Caterina Bueno, che è stata sua maestra. Vere e proprie serenate sono poi due canti salentini, mentre in altri canti, napoletani e siciliani torna il tòpos dell’amata in casa e del tormento d’amore; in altri ancora il tormento della lontananza, come in “Amore ribelle”, o come in “Sei bella negli occhi”, un canto di origine sconosciuta in cui chi canta parte per vagare per terre straniere, promettendo il ritorno. Dalla Sardegna viene invece una ninna nanna, “Dromi fiore meu”, incisa da Maria Teresa Cau nell’album Folklore di Sardegna. Tra gli altri, “Quante stelle in cielo con la luna” è invece un canto piuttosto recente, composto da Lucilla Galeazzi, una delle voci storiche del canto popolare, riproposta proprio per rappresentare una zona intermedia tra canto tradizionale e d’autore.

L’album vede come ospiti numerosi musicisti e numerosi cantanti come Fausta Vetere della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Mara Redeghieri, Angela Baraldi, Erica Boschiero, Serena Altavilla e Paola Rovai. E oltre alle chitarre di Paolo Monti, ci sono gli strumenti di Lee Ranaldo, Cesare Basile, Bruno Dorella, Nicola Alesini, Rocco Marchi, Lara Vecoli.

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