Il palcoscenico del Teatro Manzoni di Calenzano (via Mascagni 18) si prepara ad accogliere un evento teatrale di straordinario impatto scenico e innovazione tecnologica. Venerdì 13 e sabato 14 febbraio 2026, alle ore 21.15, la Compagnia Teatrale Krypton presenta La Patente (U’ Picciu) di Luigi Pirandello, con l’adattamento e la regia firmati da Fulvio Cauteruccio. Lo spettacolo segna un ritorno significativo per il regista e interprete, che sceglie di confrontarsi con uno dei testi più emblematici del drammaturgo siciliano a quasi novant’anni dalla sua scomparsa, proponendo una rilettura che fonde la tradizione attoriale più pura con le nuove frontiere del contemporaneo, nel solco di una ricerca che i Krypton portano avanti da 40 anni.
In questa versione de La Patente, l’iconica figura di Rosario Chiarchiaro, lo jettatore, non è solo il bersaglio di superstizioni d’altri tempi, ma diventa il simbolo universale di chi subisce le angherie del giudizio collettivo e delle moderne forme di intolleranza. Accanto a Fulvio Cauteruccio, saliranno sul palco Massimo Bevilacqua e Flavia Pezzo, mentre la tessitura narrativa sarà arricchita dalla prestigiosa voce recitante di Ninni Bruschetta. L’opera esplora la ribellione di un uomo contro le etichette sociali, trasformando la condanna in uno strumento di riscatto e di lotta contro il conformismo imperante.
La messa in scena si distingue per una sperimentazione audace che vede l’intelligenza artificiale dialogare costantemente con l’intelligenza emotiva e fisica dell’attore. Questo connubio permette di indagare la filosofia pirandelliana con un linguaggio visivo e sonoro inedito, capace di incidere profondamente nella sensibilità dello spettatore odierno. Fulvio Cauteruccio, la cui vocazione teatrale nacque proprio dalla folgorazione giovanile per i capolavori pirandelliani trasmessi in bianco e nero dalla televisione pubblica, descrive così il cuore del suo nuovo progetto:
“Il mio Chiarchiaro rappresenta la vittima di un’ingiustizia frutto di dicerie che, pur riferendosi agli anni Venti, restano di drammatica attualità; si ribellerà a tutto questo chiedendo al pubblico di farsi ‘jettatore’ dei mali generati dal post-capitalismo e da quel buonismo ipocrita che è, in realtà, intollerante alle differenze.”
Con questa produzione, Krypton conferma la propria vocazione alla ricerca e all’originalità, invitando il pubblico a riflettere sulla crudeltà del “pensiero unico” attraverso una performance che promette di essere tanto struggente quanto necessaria. Un appuntamento imperdibile per riscoprire un Pirandello vivo, graffiante e sorprendentemente vicino alle sfide del nostro tempo.

