Pd Calenzano: “Rientro di Sansone in giunta è fotografia di gestione confusa e inadeguata”

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Maurizio Sansone

Il Partito Democratico di Calenzano commenta il ritorno di Maurizio Sansone in giunta dopo le sue precedenti dimissioni dalla carica di assessore. Ecco quanto si legge nel comunicato stampa:

La decisione del sindaco di riammettere in giunta l’assessore Maurizio Sansone, a pochi giorni dalle sue dimissioni, rappresenta l’ennesimo episodio di una gestione politica e amministrativa ormai difficile da comprendere e da giustificare davanti alla cittadinanza.

Innanzitutto, cade definitivamente la narrazione secondo cui le dimissioni sarebbero state motivate da “ragioni personali”. Oggi appare evidente che quelle motivazioni non corrispondevano alla realtà dei fatti. E questo è un elemento grave, perché la trasparenza verso i cittadini dovrebbe essere il primo dovere di chi amministra un Comune.

Sia chiaro: gli attestati di stima personale nei confronti di Maurizio Sansone non sono in discussione e non devono essere confusi con il giudizio politico e amministrativo sul ruolo svolto. Qui il tema non è la persona, ma l’efficacia dell’azione di governo della città e la credibilità delle istituzioni.

A Sansone sono state tolte soltanto le deleghe a mobilità e trasporti, oltre alla delega alle partecipate che il Sindaco, in quanto rappresentante legale dell’ente, poteva di fatto già esercitare. Molte deleghe fondamentali e strategiche — lavori pubblici, bilancio, tributi, personale — gli sono state restituite integralmente. Segno evidente che la giunta non è stata in grado di trovare un diverso assetto organizzativo e politico, non riuscendo a trovare al proprio interno alternative credibili o una reale redistribuzione delle responsabilità.

Ancora più incomprensibile è la gestione della delega alla mobilità, “spacchettata” come se fosse una questione secondaria per tamponare equilibri interni. Ma la mobilità non è una quisquilia. Proprio oggi Calenzano si trova al centro di questioni decisive per il territorio: il tema dell’aeroporto, la vicenda del Carlone, le chiusure autostradali, la mobilità ferroviaria. Temi complessi che richiedono coordinamento, visione e chiarezza istituzionale, non ulteriore confusione e disorientamento tra competenze e livelli amministrativi.

Il risultato di questa gestione rischia ormai di trasformare Calenzano nella barzelletta della Piana: il Sindaco ringrazia pubblicamente un assessore per le dimissioni e, tre giorni dopo, firma il decreto per farlo rientrare in giunta praticamente con le stesse deleghe. Una situazione che sarebbe grottesca se non riguardasse il governo di una comunità di oltre 18.000 persone.

La politica, soprattutto quando assume responsabilità istituzionali, dovrebbe mantenere un comportamento e una deontologia adeguata al ruolo. Amministrare un Comune non è gestire un’associazione politica locale. Fare o non fare l’assessore non è una questione che può cambiare nel giro di pochi giorni senza spiegazioni convincenti.

Nel frattempo, i problemi del Comune restano sul tavolo e le risposte continuano a mancare, a partire dal rapporto con il mondo dell’associazionismo, che da tempo denuncia difficoltà di interlocuzione e assenza di attenzione concreta.

Calenzano merita serietà amministrativa, lungimiranza politica e organizzazione efficiente. Tutto ciò che, purtroppo, oggi sembra mancare“.

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