Pd Sesto: “Claudia Pecchioli non garantisce unità al partito. Serviva confronto interno, non autocandidatura”

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Antonio Bindi e Sara Bosi, vicesegretario e segretario del Pd Sesto Fiorentino

Stanno diventando sempre più accesi i toni all’interno del centrosinistra in generale e del Partito Democratico di Sesto Fiorentino in particolare a pochi mesi dalle elezioni comunali che decreteranno il successore di Lorenzo Falchi. Il pomo della discordia è il/la candidato/a sindaco/a.

Se da una parte cento cittadini hanno sottoscritto l’appello con cui sostengono la candidatura di Damiano Sforzi di Per Sesto (attuale assessore), dall’altra il 40% degli iscritti al Partito Democratico sestese fanno il tifo per Claudia Pecchioli. Nome, quello della facente funzioni sindaca, che non unisce lo stesso Pd. A fare chiarezza, col comunicato stampa che di seguito riportiamo, è il suo segretario comunale Sara Bosi:

Da ieri sera (11 febbraio, ndr) sono usciti sui giornali vari articoli sulla situazione che si sta sviluppando a Sesto in vista delle elezioni comunali della prossima primavera.

In tutti gli articoli ci sono elementi di verità ed elementi verosimili ed altri ancora non veri, per cui ritengo, come segretaria comunale, di dover riportare con correttezza il percorso che abbiamo intrapreso insieme e che è stato ostacolato, nei fatti, da alcune fughe in avanti non concordate.

Il percorso è articolato su due binari: uno interno al PD sestese ed uno della coalizione di sinistra che sta gestendo dalla scorsa legislatura il comune di Sesto.

In entrambi i “tavoli” era stato concordato che prima avremmo dovuto discutere e concordare il programma per il futuro della nostra città, rendendola competitiva, ma attenta al benessere dei cittadini e capace di ascoltare esigenze, necessità ed opportunità.
Proprio con questo obiettivo il 26 gennaio si è tenuta l’assemblea del PD Sestese, chiamata a discutere i punti per noi “dirimenti” da inserire nel programma di coalizione e il percorso per individuare, concordemente, una candidatura, unitaria ed unica del PD a da presentare alla coalizione.

damiano_sforzi

Alla luce di ciò le uscite sui giornali di questi giorni che avanzano la candidatura di Sforzi e di Pecchioli sono per me fughe in avanti che non aiutano la possibilità di trovare un candidato/a condiviso liberamente.

E ho avuto modo di spiegare, in più di un’occasione a Claudia Pecchioli, come iscritta PD, che, sulla base di numerosi riscontri interni, la sua candidatura non è in grado, in questo momento e con queste modalità, di garantire l’unità del nostro partito, non avendo un consenso maggioritario.

Per questa ragione ho evidenziato la necessità di lavorare ad una sintesi politica dentro il nostro partito, capace di evitare uno scontro che, nei fatti, ci avrebbe indebolito come PD e al tavolo della coalizione. E la cosa mi sta molto a cuore.

Claudia-Pecchioli
Foto: Comune di Sesto Fiorentino

Per questo confermo che da tempo ho segnalato il fatto che non condivido che si sia voluta rendere pubblica una autocandidatura prima di un confronto interno, necessario per far maturare un consenso condiviso, e sviluppato in un dibattito aperto e libero. E questo solo per imporre una decisione.

E così rimanendo inascoltata nei fatti la richiesta di arrivare ad una sintesi condivisa, siamo oggi alle uscite sulla stampa, che hanno finito per complicare ulteriormente il quadro.

Come segretaria, e credo in questo di interpretare non solo il pensiero del gruppo dirigente, ma anche degli iscritti, compresi coloro che in una situazione non chiara hanno sostenuto quell’appello, continuerò a lavorare per arrivare ad una soluzione che ci porti a poter presentare una candidatura forte ed autorevole sostenuta da un partito coeso.

E questo può avvenire riportando intanto questo percorso nel pieno rispetto delle regole, con la convocazione dell’Assemblea, chiamata a valutare e a decidere.

Infine tengo ancora a precisare, se mai ce ne fosse bisogno, che il PD, né sestese, né fiorentino, né toscano ha sostenuto ancora alcuna candidatura, come è scritto in alcuni articoli, e quando questo avverrà, sarò direttamente io come segretaria, ad annunciare tempi e modalità, per garantire una partecipazione aperta, libera e consapevole”.

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