Nella giornata di ieri 20 maggio c.a., il personale della Squadra Mobile della Questura di Prato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, nei confronti di un cittadino straniero di 22 anni, ritenuto responsabile del ferimento da arma da fuoco, avvenuto la notte tra il 28 e il 29 marzo scorsi, ai danni di un ragazzo di 20 anni.
L’operazione corona una complessa e tempestiva attività investigativa avviata a seguito del grave episodio. Dopo una serata in discoteca a Calenzano, due ragazzi stranieri hanno accettato un passaggio in auto da due amiche. Durante il tragitto, il ventiduenne ha estratto una pistola esplodendo un colpo, il proiettile, dopo aver impattato contro il sedile, è stato deviato da una molla, ferendo al gluteo l’altro passeggero di vent’anni, poi trasportato in ospedale.
Le indagini della Squadra Mobile si sono scontrate inizialmente con un muro di reticenza. La stessa vittima ha fornito versioni contrastanti e inverosimili, tanto da essere indagata per false dichiarazioni al Pubblico Ministero.
La svolta è arrivata grazie alla caparbietà degli investigatori e al senso civico della madre di una delle due ragazze, proprietaria dell’autovettura, che, trovata l’ogiva nell’abitacolo, l’ha consegnata spontaneamente alla Polizia. Di fronte alle evidenze, le due ragazze a bordo dell’auto hanno infine collaborato, confermando che il colpo era partito dall’arma maneggiata dal ventiduenne. Le successive attività tecniche e di intercettazione condotte dalla Squadra Mobile hanno blindato il quadro probatorio, dimostrando come l’arrestato fosse un soggetto avvezzo all’uso delle armi.
Il brillante risultato investigativo e la conseguente misura cautelare hanno permesso di interrompere una condotta ad alta pericolosità sociale, riaffermando il costante controllo del territorio da parte della Polizia di Stato.
“La responsabilità del soggetto arrestato dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, il medesimo potrà considerarsi colpevole solo sulla base di una sentenza passata in giudicato”.
Questura di Prato


