La campagna elettorale di Sesto Fiorentino, che culminerà con le elezioni comunali del 24 e 25 maggio, si tinge di un’ulteriore novità. Questa volta a prendere la parola è Filiberto Zaratti, commissario di Europea Verde in Toscana. Nel mirino delle sue dichiarazioni vi è, in particolare, Damiano Sforzi, candidato sindaco sostenuto da Per Sesto, Sinistra Italiana-AVS, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Ecco quanto si legge in un suo comunicato stampa, destinato – ci permettiamo di aggiungere e commentare – a far discutere:
“I richiami all’unità del centrosinistra sono sempre molto positivi, soprattutto in una regione come la Toscana dove l’unità ci ha permesso di avere una grandissima vittoria alle ultime elezioni regionali. Ancor di più dopo il risultato straordinario del referendum abbiamo l’obbligo di cercare di seguire questa strada. Alle elezioni amministrative si è fatto un grande lavoro a Pistoia, a Prato, ad Arezzo, a Viareggio e negli altri Comuni. Rimane un grande problema a Sesto Fiorentino.
In queste ore si susseguono appelli autorevoli come quelli di Lorenzo Falchi e Dario Danti i quali hanno usato argomenti forti per evitare una rottura. Stona il fatto che il candidato sindaco Damiano Sforzi non sia sceso in campo con altrettanta determinazione per tentare di risolvere le questioni programmatiche e di metodo poste dalla ‘Lista Ecolo’. Ci saremmo aspettati già nei mesi passati che le richieste degli ecologisti fossero prese in serio esame, in modo particolare quelle relative all’urbanistica e quelle relative al metodo di scelta del candidato sindaco.
In altri Comuni come Pistoia e Viareggio si è scelto di comporre l’unità attraverso le primarie. Non si comprende per quale ragione questo non sia stato possibile a Sesto. Dispiace constatare che nel Comune dove per dieci anni è stato garantito un buon governo dal sindaco Lorenzo Falchi vi siano queste difficoltà. Nel Comune dove, grazie a questi dieci anni di governo AVS ha ottenuto il 37% dei consensi alle ultime elezioni regionali, è paradossale che il candidato sindaco non sia di questa forza politica.
Rispettiamo, naturalmente, la scelta del campo largo di Sesto ma credo sia necessario che il candidato sindaco batta un colpo, si faccia sentire entrando nel merito delle questioni di dissenso e con il rispetto dovuto a tutte le forze politiche, grandi e piccole, affronti il problema che a Sesto forse sottovalutando le possibili conseguenze si è creato“.




