1° settembre 1984 – Firma del gemellaggio con il Popolo Saharawi

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Foto tratta dal Libro "Elio Marini - Una testimonianza di libertà

Con la Conferenza dell’Africa Occidentale che si tenne a Berlino nel 1884 in assenza di una qualsiasi delegazione africana, le potenze europee si spartirono il continente a tavolino. Spesso si trattò di suddivisioni grossolane fatte direttamente sulla carta geografica con linee di frontiera che tagliavano il territorio in maniera geometrica senza considerare la storia e la cultura delle popolazioni che lo abitavano.

Sulla base delle decisioni della Conferenza il vasto territorio del Sahara Occidentale fu appannaggio della Spagna che lo ha mantenuto fino al 14 novembre 1975. L’anno successivo, senza tener conto del diritto all’indipendenza da parte delle popolazioni che storicamente lo abitavano, il territorio fu spartito fra Marocco e Mauritania. Già dal 1973 nel Sahara Occidentale era però nato un fronte di liberazione (Polisario) che si stabilì nella tendopoli di Tindouf in Algeria e che nel 1976 proclamò la Repubblica Democratica Araba del Saharawi (RASD), tuttora non riconosciuta dall’Onu. Nel 1979 la guerriglia indusse la Mauritania ad un trattato di pace e al ritiro delle truppe dai territori che però vennero occupati dal Marocco, più forte militarmente, ma comunque costretto ad edificare un muro di sabbia e pietre per tenere a bada la guerriglia del Polisario. Un muro lungo ben 2720 km di cui si parla poco, che non è venuto giù come altri nel 1989 e neanche nel 1991 quando fu firmato il cessate il fuoco in attesa di un referendum per l’indipendenza del Sahara Occidentale che non si è ancora svolto.

In una situazione così complessa e dimostrando coraggio e lungimiranza, il 1° settembre 1984 il sindaco Elio Marini, per primo in Italia, sottoscrisse un patto di amicizia fra Sesto Fiorentino e la tendopoli di Mahabes nella Repubblica Araba Saharawi Democratica. Non si trattò di una scelta facile perché la RASD, allora come oggi, non era riconosciuta dal Governo italiano e dall’Onu e perché pochissimi erano, a Sesto e non solo, coloro che conoscevano le vicissitudini della lotta di liberazione di quel popolo.

La scelta del 1° settembre, data della liberazione di Sesto, per la firma del gemellaggio, fu scelta per sottolineare quanto il diritto alla libertà fosse (e sia) universale e inalienabile. Marini, e con lui tutti quelli che hanno perseguito con le associazioni la solidarietà nei confronti di questo popolo hanno reso la firma su quel foglio un elemento basilare per la conoscenza, il rispetto reciproco e il mantenimento di valori fondamentali quali libertà, dignità, solidarietà e amicizia che nella nostra società rischiavano già allora di diventare scontati e di cui oggi abbiamo una visione ampiamente distorta

Tutto Sesto

TUTTOSESTO

P.S.

Sui libri e gli scritti che ho avuto modo di leggere si riporta, come data della firma per il gemellaggio con il Popolo Saharawi il primo settembre, ma la targa affissa nell’androne del Comune riporta quella del 2 settembre.

La differenza di un giorno non mi pare comunque che cambi il valore e il significato di quella firma.

 

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