29 settembre 1907 – Inaugurazione della Casa del Popolo di Sesto Fiorentino

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29 settembre 1907 – Inaugurazione della Casa del Popolo di Sesto Fiorentino

La Società Cooperativa di Sesto Fiorentino il 29 settembre 1907 inaugurò l’edificio all’angolo fra via Cavallotti e piazza del Municipio (oggi piazza Vittorio Veneto) che per più di sessanta anni sarebbe stata la sua sede. In occasione dello storico evento il nome della Società mutò in Casa del Popolo.

Il fabbricato era sviluppato su tre piani con destinazioni d’uso diverse. Il piano terra ospitava il negozio per la vendita dei prodotti alimentari, il forno, la macelleria e la cooperativa dei cacciatori; il primo piano era occupato dalle stanze della direzione e della amministrazione e dal grande salone dedicato alle riunioni e alle feste sociali; il secondo, infine, era destinato agli alloggi dei custodi. Complessivamente il costo dell’opera superò il mezzo milione di lire dell’epoca.

Nel 1925 il Consiglio di Amministrazione, diretto da Fortunato Bietoletti, fu destituito e sostituito da un altro imposto dal regime fascista. La gestione scellerata operata durante il Ventennio indebitò a dismisura la cooperativa che ad un certo punto si trovò costretta a vendere alcuni dei suoi immobili. Lo stabile di piazza Ginori (attuale Libreria Rinascita) fu venduto al farmacista Roberto Ragionieri mentre la sede di via Cavallotti fu acquistata dall’attore sestese Fosco Giachetti.

Dopo la Liberazione, accertate le ruberie verificatesi durante la gestione fascista e stabilita la priorità della riacquisizione degli edifici storici, si aprì un contenzioso con i nuovi proprietari. Se con Ragionieri alla fine si arrivò all’accordo di acquisto allo stesso prezzo di vendita (56.000 lire), con Giachetti la trattativa fu tutt’altro che facile. Le testimonianze dell’epoca riportano scontri epici fra Giulio Bruschi, presidente della Casa del Popolo, e la controparte. Alla fine fu disposto di erogare all’attore 236.000 lire a fronte delle 145.000 sborsate per l’acquisto. La sua richiesta iniziale era stata di 4.100.000 lire.

Alla fine degli anni Sessanta la Cooperativa si trovò di fronte all’esigenza di valorizzare le proprie risorse immobiliari per mantenere il passo della concorrenza (proprio di questo parla l’allora presidente Edoardo Lastrucci) e così deliberò la demolizione del vecchio edificio che ospitava la Casa del Popolo che sarebbe stato sostituito, nel 1972, dal Supermercato progettato dall’architetto Detti.

Al di là di considerazioni architettoniche che lascio agli esperti, il passaggio dal sistema cooperativistico alle leggi del mercato fu tanto drastico quanto contrastato. Non furono pochi i soci amareggiati da una decisione che cancellava il simbolo di lotte e conquiste sociali per sostituirlo con un negozio la cui prima preoccupazione era vincere la concorrenza. Passaggio inevitabile, forse, ma le conseguenze sono sotto i nostri occhi.

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