I giorni di Radio Co.Ra.

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Si è tenuta nella mattinata di domenica 10 giugno 74esima commemorazione dell’Eccidio di Radio Cora

Di seguito i fatti di quei giorni così come sono stati raccontati da Daniele Niccoli nel libro Firenze 365 edito da Apice Libri:

 7 giugno 1944

 Irruzione a Radio Co.Ra.

 Subito dopo la caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 e ancora di più dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 i partiti politici, reduci da vent’anni di clandestinità, iniziarono a riorganizzarsi e a preparare la lotta contro i fascisti della Repubblica di Salò e gli invasori tedeschi. Particolarmente dinamico a Firenze, così come in tutta Italia, si dimostrò il Partito d’Azione che era nato nel 1942 con il proposito di riunire tutto l’antifascismo non comunista e non cattolico. A Firenze l’organizzazione clandestina del Partito d’Azione aveva tra gli elementi di spicco Tristano Codignola ed era dotata di un Servizio Informazioni diretto da Carlo Ludovico Ragghianti e da Enrico Bocci. Furono loro a creare la Commissione Radio costituita da una ventina di collaboratori che avevano il compito di tenere i contatti con gli alleati. L’obiettivo era di trasmettere informazioni relative alle attività dei tedeschi e richiedere aiuti per i partigiani. Grazie alle trasmissioni radio il 2 maggio 1944 gli alleati riuscirono a paracadutare alcuni loro uomini nelle vicinanze di Prato. La prima vera sede della radio fu in uno stabile di piazza Indipendenza; le trasmissioni si aprivano con una frase convenzionale:

 L’Arno scorre a Firenze.

 L’esigenza di non essere localizzati rese necessario il continuo spostamento della postazione radio. Nonostante queste precauzioni il 7 giugno 1944 i nazisti individuarono la sede della radio e irruppero in piazza d’Azeglio mentre era in pieno svolgimento una trasmissione. Il giovane radiotelegrafista Luigi Morandi in un estremo tentativo di difesa riuscì a uccidere un soldato tedesco ma venne a sua volta ferito. Morì due giorni più tardi in ospedale.
Durante l’operazione furono arrestati anche Enrico Bocci, Carlo Campolmi, Maria Luigia Guaita, Giuseppe Cusmano, Franco Girardini e Gilda La Rocca. Il capitano dell’Aeronautica Italo Piccagli si consegnò ai fascisti nel vano tentativo di scagionare gli altri. Il 12 giugno 1944 lo stesso Piccagli, quattro paracadutisti, e un partigiano cecoslovacco furono portati in un bosco, in prossimità di Cercina, e fucilati. Per rappresaglia nei confronti del fratello Enzo, fu uccisa anche Anna Maria Enriques Agnoletti. L’avvocato Enrico Bocci fu invece portato a Villa Triste e barbaramente torturato dagli uomini della banda Carità. La sua segretaria e il dottor Giuseppe Scotti che furono tra gli ultimi a vederlo dichiararono in seguito di averlo trovato in condizioni tali da non essere riconoscibile. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.


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