Mamme No inceneritore: “E’ ora di applicare le alternative”

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ANCHE LA REGIONE E LO STESSO PD BOCCIA IL PROGETTO DELL’INCENERITORE DI FIRENZE.
E’ ORA DI APPLICARE LE ALTERNATIVE

Da questi articoli e da altre esternazioni degli ultimi mesi di esponenti del partito dell’incenerimento, si capisce bene che il nostro lavoro di informazione e mobilitazione ha sortito in questi anni i suoi indiscutibili effetti. Il partito dell’avanti tutta su inceneritore non se la sente piu’ di difendere indifendibile. Di questo siamo orgogliose.

Al tempo stesso non ci piacciono per niente le chiacchiere al vento; la giunta e il consiglio regionale possono e devono mettere la parola FINE al progetto dell’inceneritore di Firenze, togliendolo dal piano regionale dei rifiuti. Ci aspettiamo percio’ la votazione di una mozione di questo tipo.

Altra cosa che ci aspettiamo e’ che parlando di Economia Circolare si prenda atto che esiste un unico metodo di raccolta che garantisce la qualita’ dei materiali raccolti con la differenziata, il sistema di raccolta domiciliare (porta a porta): chiediamo quindi la dismissione del sistema a cassonetti di qualunque tipo (classico, con chiavetta, interrato).

Abbiamo in Italia eccellenze mondiali su esperienza diffusa del porta a porta (PAP) e con costi che sono piu’ bassi dei sistemi a cassonetto. La tassa sui rifiuti TARI è la somma di 3 principali voci di costo: spazzamento, raccolta, smaltimento.

Con il PAP è vero aumenta il costo di raccolta (con effetto positivo di creare posti di lavoro), ma diminuisce il costo di smaltimento (meno rifiuti in discariche e inceneritori). Alla fine il conto è positivo e non negativo come si vuol far credere ai cittadini.

Chi ora sta prefigurando strumentalmente una emergenza di impianti rifiuti, sta perseverando con la malagestione a cassonetto che solo per i comuni ex quadrifoglio è già costata circa 60 milioni di euro della TARI dei cittadini per mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di legge sulla raccolta differenziata.

Chi non è in grado o non vuol copiare sistemi di gestione virtuosi non è compatibile con una visione di economia circolare e deve essere semplicemente sollevato dal ruolo che riveste per lasciare spazio a chi è pronto a sporcarsi le mani e a investire seriamente sul futuro dell’Economia Circolare.

Abbiamo già perso 15 anni seguebdo politiche e scelte sbagliate, non perdiamo altro tempo prezioso. I cittadini, come lo dimostrano i tanti comuni virtuosi Toscani, sono pronti a fare la loro parte… Cosa aspettano allora le istituzioni?

Comitato Mamme NO Inceneritore ONLUS

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