“PattoXCampi”: gli impegni di programma di Gandola (FI) sulla politica sanitaria

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L’amministrazione comunale non può più continuare a essere inerte nei confronti di una politica sanitaria che ha visto Campi Bisenzio essere spesso penalizzata.

In questi anni la Città ha conosciuto una progressiva perdita di fiducia nelle istituzioni, una disgregazione della vita quotidiana. Il senso di disfacimento del tessuto sociale ha pervaso i cittadini sia come utenti che come lavoratori e il risultato è stata la mancanza di certezza dei diritti.

Il sindaco, pur nell’assenza di specifiche competenze in campo sanitario che restano di pertinenza alla Regione, è tuttavia responsabile della salute dei cittadini ai quali deve garantire l’accesso ai servizi sanitari”. Si esprime così Paolo Gandola, candidato consigliere della lista di Forza Italia nel presentare il primo punto del “PattoXCampi”.

Da questo punto di vista gli ultimi cinque anni sono stati sprecati, basti pensare che è dal 2008 che si parla di trasferire in nuovi locali il presidio locale della zona Nord Ovest dell’ASL che non presenta più i necessari standard di sicurezza nella palazzina di Via Rossini e ancora i cantieri non sono partiti.

La qualità di vita dei cittadini, tuttavia, continua Gandola, si persegue anche attraverso la continuità assistenziale nel territorio“.

Ecco dunque, gli impegni di programma che Paolo Gandola ha inserito nel “PattoXCampi” con il quale chiede la fiducia da parte gli elettori.

Medicalizzata del 118
Il Comune di Campi Bisenzio deve prestare la massima attenzione alla vicenda del Pet (presidio di emergenza territoriale) affinché il territorio non sia privato dell’ambulanza medicalizzata gestita dal 118. L’inutile passerella dell’Assessore Saccardi non  ha infatti escluso alcunché e il rischio della demedicalizzazione selvaggia è ancora del tutto concreto.

La Postazione di continuità assistenziale (PCA)
La Misericordia nell’inverno 2003 sperimentò un progetto innovativo in Toscana, finanziato con 235.000 euro dalla Regione che aveva l’obiettivo di evitare gli “ingorghi” e le code al pronto soccorso degli ospedali per piccole ferite o comunque prestazioni che potevano essere erogate dai Comuni, attraverso una sinergia fra medici di base e specialisti.

Nel 2006 il PCA fu chiuso, fra grandi polemiche, per la riorganizzazione dell’emergenza sanitaria ma è rimasta una delle esperienze maggiormente richieste e gradite dai cittadini di Campi Bisenzio. Per questo occorre riproporre in una veste nuova il progetto promuovendo una collaborazione fattiva fra Misericordia e Pubblica Assistenza, con il sostegno del Comune e di altri partner istituzionali e privati.  La presenza di un medico in ambulatori attrezzati permetterà al cittadino di trovare una risposta a problematiche da codice bianco.

Guardia pediatrica
Nella storia degli ultimi vent’anni di Campi Bisenzio ci sono stati due esempi di guardia medica pediatrica. Il primo in funzione dagli anni 90 era un servizio dei giorni festivi, a pagamento, svolto da alcuni pediatri. Nel giugno 2003 la Pubblica Assistenza aveva aperto  il servizio di “guardia pediatrica” nella vecchia sede di via Veneto. Anche in questo caso, l’obiettivo era quello di ridurre gli accessi al pronto soccorso del Meyer. Dopo anni il progetto è decaduto.  Anche in questo occorre adoperarsi per riprendere il progetto in una veste nuova che veda l’amministrazione comunale parte in causa quale soggetto promotore e sostenitore.

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