15 dicembre 1866 – Vittorio Emanuele II apre i lavori della IX legislatura

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Palazzo Vecchio 2

Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

15 dicembre 1866 – Vittorio Emanuele II apre i lavori della IX legislatura

Il passaggio della capitale del Regno d’Italia da Torino a Firenze, stabilito dalla convenzione firmata con la Francia il 15 settembre 1864, ebbe bisogno di una serie di atti formali prima di essere realizzato in maniera completa.

Il 19 novembre 1864, la Camera dei Deputati approvò la legge poi promulgata l’11 dicembre successivo: il trasferimento sarebbe dovuto avvenire entro sei mesi. La protesta dei torinesi, che presero a sassate le carrozze che si stavano recando al ballo di corte, fece precipitare gli eventi e così già il 3 febbraio del 1865 Vittorio Emanuele II si trasferì in una Firenze ancora impreparata e poco entusiasta dell’investitura.

Il trasporto della capitale l’approvo… (ma)non nego che, che come fiorentino antico e artista, penso con orrore alla città di Dante e di Giano, di Machiavello, di Michelangelo, e di Ferruccio, cambiata in un’uggiosa capitale di uno stato centralizzato (Giosuè Carducci)

Nel frattempo una commissione, costituita dagli ispettori del Genio civile Agostino della Rocca e Carlo Falconieri, dal direttore del Genio militare Giovanni Castellazzi e dal direttore dell’Ufficio speciale per il Servizio dei Fabbricati civili e demaniali Francesco Mazzei stava decidendo le sedi del parlamento e dei Ministeri. Tutti i più importanti palazzi storici di Firenze furono occupati dagli apparati dello Stato.

Sede della Camera dei Deputati fu il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio mentre il Senato fu ospitato nel teatro mediceo degli Uffizi. A palazzo Medici-Riccardi s’insediarono il ministero degli Interni e la presidenza del Consiglio dei Ministri. Il ministero degli Esteri era in Palazzo Vecchio. Il ministero delle Finanze nel casino mediceo di via Cavour. Il ministero della Guerra nel palazzo dell’attuale comando militare in via Cavour. Il ministero della Marina nel palazzo della Missione in piazza Frescobaldi. Il ministero di Grazia e Giustizia nel palazzo Portinari-Salviati in via del Corso. Il ministero della Pubblica Istruzione nel complesso di San Firenze. Il ministero dei Lavori Pubblici nell’attuale scuola allievi marescialli  carabinieri in via della Scala. Il ministero dell’Agricoltura e Commercio nel palazzo Galli-Tassi in via Pandolfini. Il Consiglio di Stato nel palazzo Nonfinito in via del Proconsolo. Secondo Giovanni Spadolini l’insediamento del Ministro degli Interni, il trentuno di quel mese, rappresentò l’atto ufficiale con cui Firenze divenne Capitale d’ Italia.

Rispettivamente il 18 novembre 1865 e il 15 dicembre 1866 Vittorio Emanuele II inaugurò, davanti al Parlamento, la prima e la seconda sessione della IX legislatura. Il processo di trasferimento poteva considerarsi concluso.

 

Daniele Niccoli

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