3 novembre 1888 – Inaugurazione della sede della Fratellanza Artigiana

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Battaglia di Mentana

Sesto giorno per giorno, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro Sesto una bella storia.

Fatti e date che caratterizzano la storia e la cronaca della città di Sesto.

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l’anima che hai (Francesco Guccini)

SESTO GIORNO PER GIORNO

3 novembre 1888 – Inaugurazione della sede della Fratellanza Artigiana

In occasione del 21esimo anniversario della battaglia di Mentana combattuta dai volontari di Garibaldi contro le truppe pontificie assistite da un battaglione francese, a Sesto fu inaugurata la sede della Fratellanza Artigiana, un’organizzazione di stampo mazziniano nata a Firenze nel 1860 e sviluppatasi a Sesto grazie all’impulso di tre professionisti trasferiti in paese per motivi di lavoro: il pretore Ulisse Tanganelli, il chimico della manifattura di Doccia, Giuseppe Soldaini e il maestro elementare nonché poeta Ferruccio Orsi.

Stava in mezzo a un prato
un grosso rospo addormentato
avvenne che di lì passando a caso
lo vide un contadino, un certo Maso
tolse dal vicino per dare al rospo pali addosso
“Fermati” disse quel povero animale
“Oh Maso mio che t’ho fatto di male?
Io non ti rubo nulla, anzi di netto
i prati e i campi di ogni triste insetto.
Sono brutto lo so,
ma sant’Iddio che colpa ne ho?”
Commosso e vergognoso quel villano
Tolse il palo e gettò da se lontano
E disse: “Hai ben ragione
Io commettevo una cattiva azione.
Ma di già rospo mio, per dar molestia
Spesso l’uomo è più bestia della bestia

 

Fu grazie a questi personaggi che a Sesto si formò il primo movimento popolare.

Fra i tre, Orsi fu senz’altro il più attivo. Convinto mazziniano, fu chiamato a insegnare nella scuola di Sesto nel 1878. Con il suo fare battagliero riuscì a incrementare il numero degli iscritti alla Fratellanza Artigiana. Il carattere focoso ed energico è ben dimostrato anche nella sua produzione letteraria. Nella prefazione del suo libro di poesie Stonature, per esempio, così si esprimeva:

 

Ho parecchi difetti (È vero moderatissimi e piissimi padri del Consiglio?) quello tra gli altri di vestirmi un po’ all’antica e di viaggiar troppo fra le nuvole. Confesso però che nel segreto del mio cuore ringrazio il Cielo d’avermelo dato quest’ultimo difetto perché davvero, quando richiamato dai campi della fantasia ridiscendo in terra non ho punto da compiacermi della realtà che mi circonda.

 

Una volta nominato direttore didattico delle scuole del Comune, si mise in contrasto con la Giunta cui rimproverava l’esiguità degli stanziamenti per le spese della pubblica istruzione. Lo scontro si inasprì nel 1891 a seguito di una conferenza che il maestro tenne in occasione delle elezioni amministrative e che provocò il licenziamento dello stesso esponente repubblicano. Il provvedimento rientrava nel programma di politica repressiva che gli esponenti del potere locale adottarono nel tentativo di soffocare un dissenso cui non erano abituati e preparati.

Un provvedimento grave visto che l’Orsi fu licenziato per aver manifestato le proprie idee al di fuori dell’insegnamento. Quelli erano i tempi. E non ci si deve meravigliare se nello stesso periodo il pretore Tanganelli fu trasferito a Siena e il chimico Soldaini a Napoli.

Nel frattempo però la Fratellanza Artigianale era riuscita a far eleggere (1889) un gruppo di opposizione in consiglio comunale e a determinare la costituzione delle prime cooperative di consumo. Orsi, in particolare, era riuscito ad avvicinare alle idee repubblicane giovani della media e piccola borghesia sestese. Alcuni di loro (Alfredo Contini, Carlo Catanzaro e Pilade Biondi) qualche anno più tardi diventarono i primi dirigenti del partito socialista sestese e poco conta se lui non li seguì nella svolta operaistica impressa al movimento: il seme aveva ormai germogliato.

 

O che gli amici di Sesto non sono più Mazziniani? Essi così giovani alla vita politica, hanno già cominciato a trovare Mazzini un’anticaglia?

Niccoli Daniele

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