9 giugno 1900 – Apre la Sala Edison

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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

9 giugno 1900 – Apre la Sala Edison

L’entusiasmo suscitato dall’invenzione del cinématographe da parte dei fratelli Lumière nel 1895 indusse molti imprenditori a sfruttare anche da un punto di vista economico la nuova scoperta. A Firenze il primo a realizzare una sala cinematografica fu Filoteo Alberini che il 7 novembre 1899 inaugurò, sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele II il Reale Cinema Lumière, uno dei primi cinema stabili d’Italia in cui si proiettavano brevi pellicole che talvolta lo stesso Alberini, per attirare il pubblico, colorava pazientemente a mano fotogramma per fotogramma.

Il successo imprenditoriale di Alberini indusse altri, spesso con maggiori potenzialità economiche, a intraprendere la stessa strada. Il primo fu Rodolfo Remondini che il 9 giugno 1900 inaugurò in via Strozzi una sala cinematografica intitolata all’inventore della lampadina elettrica, Edison.

A testimonianza del valore che volle dare al marketing, Remondini fece pubblicare sui giornali cittadini un annuncio in cui si comunicava l’apertura del Premiato stabilimento di prim’ordine.

Tra le due sale, anche per la vicinanza geografica, nacque una feroce concorrenza, ma fu l’inventiva di Remondini ad avere la meglio. Per raggiungere l’obiettivo si dotò del migliore fra i proiettori esistenti all’epoca, il kinetoscope, prolungò l’orario d’apertura, mitigò il caldo estivo grazie all’installazione di ventilatori, variò il più possibile l’offerta cinematografica e, soprattutto, seppe ben sfruttare gli annunci sui giornali.

La Nazione in particolare gli fu di grande sostegno. Quando Remondini realizzò un documentario all’interno del Vaticano con le immagini di Leone XIII, il quotidiano fiorentino anticipò la proiezione con un articolo in cui si consigliava la visione perché equivaleva a trovarsi davanti al pontefice nell’atto della benedizione:

a scarico di coscienza, non ci rimane che consigliare ai nostri lettori (buoni credenti) di volersi recare alla Sala Edison in via degli Strozzi

Grazie a questi espedienti, Remondini, vinse questa prima battaglia con la concorrenza. Addirittura il 5 giugno del 1901 spostò la sua sala sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele II, proprio nei locali di Alberini che, per difficoltà economiche si era dovuto spostare in un locale più piccolo di via Vecchietti.

Non era che l’inizio di una battaglia fra imprenditori cinematografici. Nel 1906 fu il momento dell’Excelsior di via Cerretani che, tanto per distinguersi dal predecessore, si presentò al pubblico come Premiato stabilimento di primissimo ordine. Di lì a poco sarebbero nate altre sale storiche fiorentine: il Gambrinus, l’Apollo, e l’Odeon (1922) unico sopravvissuto all’avvento delle multisala.

Daniele Niccoli

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