Elezioni a Sesto. Intervista ai candidati sindaco: Daniele Brunori (Via Nova)

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Daniele Brunori (Via Nova)
Foto di Tino Barletta

Le elezioni amministrative di Sesto Fiorentino si avvicinano a grandi passi. L’appuntamento è fissato per il 24 e il 25 maggio. Saranno in cinque, lo sappiamo, a sfidarsi per la carica di sindaco:

Damiano Sforzi, sostenuto da Per Sesto, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle;
Alessandro Martini di Sesto Riformista;
Beatrice Corsi, appoggiata da Ecolò e Sesto ColletivA;
Daniele Brunori della lista civica Via Nova;
Stefania Papa, sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia-UDC e lista civica Di più per Sesto.

In vista dell’appuntamento elettorale di fine mese, abbiamo intervistato singolarmente i cinque candidati. Dopo Stefania Papa e Alessandro Martini, è il turno di Daniele Brunori.

Qual è la sua posizione nei confronti della nuova pista dell’aeroporto di Peretola?
Sono contrario alla nuova pista, senza ambiguità. Lo sono da anni e ho votato contro la nuova pista anche in Consiglio Comunale. E aggiungo una cosa: probabilmente sono l’unico candidato credibile del fronte del No. Perché? Perché Fratelli d’Italia e i riformisti sono apertamente favorevoli. Il candidato del centrosinistra è sostenuto da Eugenio Giani che è il principale sponsor politico della nuova pista. E nello stesso tempo si difende una linea tramviaria che, come abbiamo dimostrato, ha una logica compiuta solo se si prevede la dismissione della pista attuale e la costruzione di quella nuova. Non si può dire ai cittadini ‘siamo contrari’ e poi accettare l’appoggio del principale sostenitore della pista e sostenere opere preparatorie. Lo stesso vale per chi oggi prova a rifarsi una verginità politica, ma ha approvato quella stessa tramvia ed è alleato in Regione con chi la pista la vuole davvero. Ora basta prendere in giro i cittadini“.

Centro cittadino: cosa fare?
Prima di tutto bisogna rispondere a una domanda semplice: perché venire a Sesto? Se non sappiamo rispondere a questo, il centro continuerà a spegnersi. La mia risposta è una sola: ridare identità alla città. E l’unica grande identità internazionale di Sesto è quella della ceramica, che nasce nel 1735 con la Ginori, la vera mamma di Sesto.
Da qui si riparte:

  • arredi urbani ispirati alla tradizione Ginori;
  • museo diffuso in collaborazione con la Fondazione;
  • coinvolgimento di artigiani e artisti sul modello Pietrasanta;
  • eventi culturali continuativi;
  • incentivi a chi apre attività coerenti con l’identità cittadina;
  • premialità per chi ha resistito fino a oggi.

Prima l’anima, poi il commercio. Senza anima, restano solo fondi sfitti“.

Parco della Piana, alberi cittadini, verde pubblico: come intende gestirli e, magari, valorizzarli?
Il verde va difeso e valorizzato, non usato nei convegni. Il Parco della Piana deve diventare il grande polmone dell’area metropolitana: percorsi, sport, famiglie, scuole, vivibilità. E soprattutto va protetto da nuove aggressioni infrastrutturali.
Sugli alberi cittadini servono manutenzione programmata e nuove piantumazioni, non interventi casuali.
Sul verde urbano basta aree lasciate andare: più pulizia, più illuminazione, più sicurezza, più vivibilità. Il verde deve migliorare la qualità della vita quotidiana.
Occorre prendersi cura di tutto il verde cittadino che è anche decoro e vivibilità dei nostri spazi per tutti, dai bambini agli anziani, alle famiglie a chi vuol vivere all’aria aperta“.

Daniele Brunori
Foto di Tino Barletta

Capitolo trasporti: cosa prevede il suo programma?
“Serve pragmatismo immediato. Interventi subito realizzabili:

  • navetta diretta per il Polo Scientifico, oggi poco collegato e isolato;
  • rimodulazione semaforica a Quinto e via dell’Osmannoro, promessa e mai fatta;
  • parcheggi a Quinto con accordo con Lilly;
  • nuovo parcheggio presso la Stazione Centrale, riprendendo un progetto abbandonato da 15 anni;
  • trasporto pubblico più utile ai quartieri.

Meno slogan sulla mobilità, più soluzioni concrete per chi ogni giorno perde tempo nel traffico”.

L’apertura della nuova piscina avverrà prima della dismissioni del vecchio impianto di piazza Bagnolet? Se così non fosse si potrebbero palesare problemi per gli utenti e per i lavoratori. Come pensa eventualmente di risolverli?
La nuova piscina è già costata ai sestesi il doppio di una piscina normale e quasi il doppio di quanto preventivato. In più è in ritardo. E adesso dovremmo anche chiudere la vecchia prima che la nuova sia pienamente pronta? Non esiste. I cittadini hanno già pagato abbastanza: almeno non lasciamoli all’asciutto. La mia linea è chiara:

  • il vecchio impianto si dismette solo a nuova struttura operativa;
  • tutela totale di utenti, famiglie, società sportive e lavoratori;
  • trasparenza su costi, ritardi e responsabilità.

Su questa vicenda ho denunciato criticità per anni anche in Commissione Controllo e Garanzia, con scontri anche accesi con chi difendeva l’indifendibile e adesso fa finta di niente“.

Quali sono le prime tre cose che farebbe da sindaco?
“1) Ridare identità a Sesto. Partire dalla vocazione ceramica, dalla Ginori, dal decoro urbano e dal rilancio culturale della città.
2) Ridare speranza ai giovani. Spazi immediati e progetto start-up sul modello Nana Bianca: costi quasi zero per il Comune, opportunità vere per i ragazzi.
3) Riaccendere quartieri e centro. Acquisizione dei primi 20 fondi sfitti con il progetto Apri Sesto: primo anno affitto gratis, poi canone calmierato, in cambio eventi mensili gratuiti per i cittadini. E istituire il sindaco di Sottotreno, figura di garanzia e collegamento stabile con i quartieri dimenticati”.

Perché i sestesi dovrebbero votarla?
Perché gli altri rappresentano, in forme diverse, ciò che Sesto ha già visto. Noi rappresentiamo una possibilità nuova. Sesto oggi ha bisogno di coraggio, identità e concretezza. Non delle solite promesse ripetute a ogni elezione. Io conosco i problemi reali della città: centro spento, giovani senza opportunità, traffico, quartieri dimenticati, servizi spesso gestiti male. Ma soprattutto so che un sindaco da solo non basta. Per questo ho costruito una squadra di sestesi competenti, gentili e coraggiosi. Competenti perché servono persone preparate, capaci di amministrare davvero. Gentili perché la politica deve tornare ad ascoltare, rispettare e dialogare con i cittadini. Coraggiosi perché per cambiare Sesto servono scelte nuove e la forza di rompere vecchie abitudini. Persone che vivono questa città ogni giorno, che ne conoscono i problemi e che la amano davvero. Noi non rispondiamo a partiti regionali, correnti o interessi esterni. Rispondiamo solo ai sestesi. Se si vuole che tutto resti uguale, le alternative non mancano. Se, invece, si vuole una città più viva, più bella, più giusta e finalmente orgogliosa di sé, allora la scelta è Via Nova“.

STEFANO NICCOLI

 

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