Acquisto del Castello, Sinistra per Calenzano: “Conduzione negoziale inspiegable”

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Si allungano i tempi per l’acquisto del Castello di Calenzano da parte del Comune. E crescono anche i già altissimi costi a carico del bilancio, con la proroga di 7 mesi del periodo di affitto del complesso immobiliare che ospita il Museo del figurino storico.

Una vicenda nata male, con un’Amministrazione comunale che ha condotto la partita dell’acquisto del Castello in modo totalmente subalterno alla controparte privata, mettendosi fin da subito in una posizione di forte debolezza nella trattativa.

Quando nel programma di mandato di questa maggioranza nel 2019 è stato inserito l’acquisto del Castello di Calenzano, avevamo pensato che alla base vi fosse una promessa di vendita a prezzo già stabilito, in linea con la perizia di stima fatta fare dal Comune nel 2019.

Invece niente di tutto questo: l’Amministrazione si è assunta l’impegno di fronte ai cittadini di acquistare il complesso immobiliare completamente al “buio”, rafforzando così di fatto il potere negoziale della controparte, cioè il privato proprietario.

Come temevamo si è reso quindi necessario effettuare una nuova perizia, questa volta giurata, che ha innalzato il costo dell’operazione a 3 milioni e 250 mila euro, dai 2,4 milioni di euro indicati nella stima del 2019.

Valori congrui? Difficile stabilirlo in astratto, vista la peculiarità dell’immobile.

Per avere un termine di paragone va detto che il Castello di Legri, in buone condizioni, composto da locali per 2300 mq (rispetto ai 650 mq circa del Castello di Calenzano), è attualmente in vendita ad un prezzo che parte da 2,5 milioni di euro. Un semplice raffronto di valori al mq: 5000 euro per il castello di Calenzano contro i 1100 euro del castello di Legri.

Insomma, così a lume di naso, proprio quello che si può definire un ottimo affare, ma per il proprietario.

Oltre a ciò, va detto che dopo la promessa di vendita del novembre 2021 al nuovo prezzo della perizia giurata, sulla cui base il comune aveva acceso un mutuo presso il credito sportivo ad interessi zero, nel preliminare di vendita i termini per concludere l’acquisto del castello sono stati dilatati fino al giugno 2023, prevedendo una eventuale ulteriore proroga fino a gennaio 2024, consentendo quindi alla parte promittente venditrice di incassare in più altri due anni di affitto. Il Comune quindi si trova quest’anno a pagare l’affitto più la rata di restituzione del prestito.

L’aspirazione ad acquistare il Castello di Calenzano, diventato ormai un luogo identitario per la nostra comunità, era più che legittima e condivisibile, ma non a tutte le condizioni.

Aver condotto una trattativa partendo dall’impegno di mandato ad acquistare il Castello di Calenzano, senza un piano B, cioè senza una eventuale soluzione alternativa per la collocazione del Museo del Figurino Storico (ad esempio riutilizzando l’immobile storico delle Mascagni scale), ha reso l’Amministrazione del tutto subalterna non solo al valore richiesto per la vendita dall’immobiliare proprietaria, ma anche alle altre condizioni capestro inserite nel preliminare come i termini dilatati per la conclusione dell’atto di compravendita.

Una conduzione negoziale inspiegabile anche considerando che sull’immobile in oggetto, essendo sottoposto ai vincoli del codice dei beni culturali, nel caso di mancato accordo sul prezzo di acquisto, il Comune avrebbe potuto esercitare il diritto di prelazione su qualsiasi futura cessione dell’immobile.

Non era facile fare peggio di così.

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