Aeroporto, Giani-Falchi: le distanze non si accorciano

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Giani-Falchi
Foto di Tino Barletta

Non uno scontro, ma posizioni nette e ben diverse. Così si potrebbe riassumere l’incontro fra il presidente della Regione Eugenio Giani e il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, che si è svolto il 10 settembre alle serate dell’Unità al parco dell’Oliveta.

Imbeccati dal vice direttore de “La Nazione”, Luigi Caroppo, i due amministratori hanno dimostrato da subito di avere idee ben diverse sul nuovo aeroporto e sulla destino di quell’area della Piana.

Giani-Falchi
Foto di Tino Barletta

Giani ha ricordato la storia dell’aeroporto di Firenze, dallo spostamento, nel 1931, da Campo di Marte alla località odierna. Dai tempi pionieristici in cui non c’era nessuna pista ma solo prato, fino ai tempi di Lamberto Dini che in occasione del G5 pose le basi per l’ultimo ampliamento. Giani ha ricordato anche il ruolo da lui svolto per la realizzazione dell’odierno parcheggio dello scalo.

Di rimando il sindaco Falchi ha ribadito le sua posizione di contrarietà al momento del primo incarico come consigliere comunale. “Posizione su cui sono rimasto”.

Secondo il governatore la nuova pista con le dimensioni di 2200 mt e il nuovo orientamento previsto dal masterplan garantirebbero un sorvolo su un minor numero di cittadini, minor inquinamento acustico, minor inquinamento atmosferico e maggiore sicurezza. Allo stesso tempo il nuovo masterplan, con la riduzione della lunghezza della pista, con gli interventi previsti al Polo, con la riduzione del tracciato di via dell’Osmannoro e altri provvedimenti, garantirebbe il superamento dei problemi che avevano portato alla bocciatura del precedente Masterplan.

Il sindaco Falchi è tornato sulle questioni tecniche che lo vedono contrario al progetto anche nella nuova versione: “La nuova pista ha effetti da un punto di vista ambientale e territoriale molto importanti”, impatterebbe con il progetto del Parco della Piana e con lo sviluppo del Polo scientifico che disterebbe dalla pista solo un centinaio di metri e sarebbe separata da essa da un terrapieno di dieci metri di altezza e lungo quasi un chilometro.

Per il sindaco Falchi la questione sarebbe però preminentemente politica e riguarda lo sviluppo economico previsto per Firenze e per la Piana: “Puntare tutto sull’economia turistica, come hanno dimostrato recenti studi, avrebbe un effetto di impoverimento sul lavoro. Si tratta di una domanda che ci dobbiamo porre perché la nuova pista ha un obiettivo chiaro e preciso: il raddoppio del numero dei passeggeri”.

Il presidente Giani è tornato anche sul famoso patto della bistecca, ma anche in questo caso il sindaco ha ribadito che all’epoca la sua fu solo un’apertura, se necessaria e fattibile, alla variazione dell’inclinazione senza però nessun cambiamento delle dimensioni della pista.

Insomma l’accordo non c’è. Le posizioni sono distanti.

DANIELE NICCOLI

 

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