ATPA (Campi): “Presentate osservazioni al Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile”

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“L’associazione “Diritti & ATPA” (Ambiente, Territorio e Pubblica Amministrazione, ndr) ha depositato alcune osservazioni al PUMS – Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile adottato dalla Città Metropolitana di Firenze affinché taluni elaborati vengano integrati in alcune loro parti.

Ci siamo concentrati in modo particolare su alcuni aspetti della mobilità ciclistica (anche su di una maggiore sicurezza delle piste ciclopedonali esistenti) ma anche e soprattutto pedonale, con particolare riguardo a quella delle persone con disabilità, riscontrando più o meno frequentemente nella realtà ancora scarsa presenza di quelli accorgimenti mirati ad agevolarne la mobilità.

Riteniamo ben difficile conciliare una mobilità efficacemente sostenibile con la permanenza di barriere architettoniche e con l’impossibilità di trovare ancora su alcuni siti internet comunali i P.E.B.A. (Piani Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Auspichiamo che il PUMS sia anche l’occasione per concretizzare in tempi estremamente celeri quanto finora rimane da fare (tanto) sul tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche, nonostante gli obblighi di legge che gravano in capo alle pubbliche amministrazioni sin dal 1986.

Così come crediamo che per un effettiva mobilità sostenibile debba avvenire uno sforzo maggiore da parte dei comuni metropolitani per rendere maggiormente utilizzabile la rete ciclopedonale nel breve termine, anche durante i mesi più critici, anche nei tratti di strada più pericolosi, ed incentivare o ampliare sempre più l’adozione di accorgimenti innovativi per unire, di fatto, la sostenibilità ambientale alla mobilità urbana, indissolubilmente legate tra loro, anche se questo richiederà uno sforzo economico certamente impegnativo, forse, in alcuni casi, apparentemente e pretestuosamente futuristico, ma, riteniamo, non dilazionabile. Il tutto, ad ogni modo, con la consapevolezza dell’evoluzione verificatasi negli ultimi tempi di alcuni sistemi ed accorgimenti tecnologici, già inseriti nel contesto urbano di altre realtà.

Riteniamo infine che l’uso diffuso di termini inglesi non ancora entrati nel nostro linguaggio comune rendano di non facile ed immediata comprensione alcuni elaborati (o loro parti) che, invece, dovrebbero essere alla portata di tutti, a prescindere dall’età, dalla conoscenza della lingua inglese, dalla conoscenza o meno degli interventi maggiormente utilizzati per migliorare la mobilità urbana ma ancora identificati con termini di origine anglosassone.

Giovanni Mariotti, presidente dell’associazione “Diritti & ATPA”

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