Attività sportive riaperte? Non tutte: il caso della piscina di Sesto Fiorentino

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Piscina Sesto Fiorentino

Dal 26 aprile la Toscana è tornata ad essere zona gialla e così hanno ripreso per fortuna molte attività sportive all’aperto. Nonostante ciò numerose sono anche le realtà che non hanno avuto questa possibilità, come ad esempio la piscina di Sesto Fiorentino, gestita dall’Associazionismo Sestese, uno dei centri sportivi storici della nostra città. In quanti negli anni hanno fatto la coda a settembre per poter segnare i propri figli ai corsi di nuoto? O in quanti facevano riabilitazione per alleviare i propri dolori? Quanti ragazzi e quanti talenti sono cresciuti nei settori di nuoto, pallanuoto, o nuoto sincronizzato? Per quanto ogni sport a modo suo sia bello, la piscina di Sesto accomuna tutti, dai bambini ai genitori che li aspettano sugli spalti. Vederla chiusa da un anno a questa parte fa male, molto male.

Abbiamo intervistato Sabina Biancalani, direttrice dell‘Associazionismo Sestese, e Silvio Nunziati, allenatore e responsabile del piano vasca della piscina, che ci hanno parlato della situazione della piscina e delle loro speranze future.

Dal 2 novembre siamo partiti solo con la parte agonistica, ma la piscina e gli impianti delle palestre in generale sono costosissimi, anche solo per le poche utenze dell’agonismo. Sarebbe stato comunque difficile rimanere chiusi e non permettere a questi ragazzi di allenarsi. Di aiuti ne abbiamo avuti pochi; l’amministrazione comunale ci ha fornito uno sconto del 25% sul canone d’affitto, la ringraziamo sinceramente per questo. Speriamo di poter riaprire il prima possibile“.

Da un anno a questa parte la piscina e altri centri sportivi hanno dovuto affrontare una crisi senza precedenti a causa della forzata mancanza di clienti e dei costi per gli impianti, come affitti e manutenzioni, che non si sono sospesi durante la pandemia. Nonostante le misure precauzionali adottate, ad oggi, le piscine al chiuso non vengono ancora menzionate nel decreto per le prossime riaperture.

Piscina Sesto Fiorentino

L’errore più grande, che ha protratto la chiusura degli impianti per tutto questo tempo, è stato quello di fermare a priori lo sport perché visto come un semplice svago, un qualcosa che non fosse indispensabile e che potesse aspettare, non pensando al fatto che dietro a questo svago ci fosse un vero e proprio mondo, fatto di persone e responsabili a cui è stata preclusa la possibilità di lavorare.

Per non parlare poi delle spese per le sanificazioni ed i protocolli imposti, che hanno permesso agli impianti di rimanere aperti solo due mesi prima di richiudere nuovamente.

A tal proposito proseguono Silvio e Sabina:

“E’ stato difficile affrontare tutte le spese che ci hanno imposto, a cominciare dalle sanificazioni per riaprire. A giugno le abbiamo effettuate con tutte le ditte specializzate e tutte le certificazioni. Nonostante i molti soldi spesi siamo stati aperti solo due mesi, abbiamo richiuso a settembre. E’ stata una botta tremenda. Abbiamo soldi per gli scanner, i plexiglass e i gel per le mani e per cosa? Per chiudere? Inoltre nella bozza dell’attuale decreto le piscine al chiuso non sono state nominate, speriamo di riaprire il primo giugno. Un rinvio a settembre sarebbe un ulteriore colpo difficile da digerire”. 

Lo sport ha due pilastri fondamentali: quello fisico e quello sociale. Non è stato solo il primo ad aver sofferto la chiusura forzata. Mai come quest’anno il comportamento dei giovani si è rivelato insolito. Sembra quasi che la continua rabbia accumulata, unita all’impossibilità di sfogarsi, al non avere impegni e alle regole da seguire, abbia portato molti ragazzi ad intraprendere cattive strade. E’ il caso del fenomeno delle baby gang, sempre più frequenti a Sesto Fiorentino.

Piscina Sesto Fiorentino

Silvio Nunziati, che da grande allenatore è sempre stato a stretto contatto con i ragazzi, aggiunge: “Già prima nei piccoli paesi questo era un problema perché chi non aveva la possibilità di fare sport era un po’ allo sbando. Adesso lo è ancora di più. Il carattere sociale e salutare dello sport è venuto meno. Infatti anche molti bambini hanno dovuto ricorrere allo psichiatra per problemi emotivi“.

C’è un paradosso: la sospensione dello sport non ha aiutato la salute e la sanità, anzi. Secondo l’opinione di molti medici, lo stop dell’attività motoria ha determinato il calo delle difese immunitarie, rendendo così più agevole la diffusione del virus.

Nonostante la sospensione dell’attività motoria, i contagi sono aumentati ugualmente nell’ultimo anno. Non era, evidentemente, lo sport il problema principale. La ripresa di alcune attività è importante, è un segnale di speranza. Proprio per questo motivo nessuno deve essere dimenticato, tutti devono avere il diritto di lavorare senza vincoli e condizioni irrealizzabili.

Non possiamo fare altro che augurare alla piscina di Sesto, così come ad altre realtà che finora non ne hanno avuto possibilità, di riaprire al più presto.

FILIPPO SANZO’

 

 

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