Chiudono le palestre: l’intervista a chi insegna l’arte della ginnastica

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Salvatore Vonazzo

Dimenticatevi bilancieri, presse e altri macchinari. Alla palestra di Quinto Basso non si lavora sull’estetica, ma sulla postura, sull’equilibrio. In altre parole: sull’arte di fare ginnastica. Girolamo Mercuriale (1530-1606) l’ha definita “la scienza che studia l’esercizio fisico, gli effetti che con esso si possono produrre sull’organismo umano e che ha per fine il conseguimento ed il mantenimento della buona salute“.

Quadro svedese, appoggi Baumann, corde, spalliere, trapezi: sono alcuni degli attrezzi della ginnastica classica che potrete trovare nella struttura presso il Circolo Acli Gl’Incontri in via Gramsci 705. 

Il responsabile è Salvatore Vonazzo, insegnante di educazione fisica, socio SIEF (Società Italiana di Educazione Fisica) e socio SIGM (Società Italiana Ginnastica Medica, Medicina Fisica, Scienze Motorie e Riabilitative). Durante il lockdown il maestro, questo il suo soprannome, non ha “abbandonato” i suoi allievi. Ha tenuto delle lezioni online sul proprio canale YouTube.

Dopo la riapertura avvenuta in tarda primavera, ecco la nuova doccia gelata: Salvatore è stato costretto a chiudere la palestra a causa delle misure contenute nel DPCM in vigore fino al 24 novembre. Il punto f dell’articolo 1 del decreto recita così: “Sono sospese le attività di palestre, piscine centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio e che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”.

Abbiamo intervistato in esclusiva Salvatore Vonazzo per tastare il suo umore.
Da oggi (martedì 27 ottobre, ndr) ricominciano le lezioni online. Sono state molto apprezzate e utili. Non solo sul piano della salute, ma anche su quello psicologico perché durante il lockdown tante persone hanno avuto, purtroppo, a che fare con la depressione. Tanti allievi mi hanno detto che l’ora di lezione era una manna dal cielo, un modo per colmare le giornate di vuoto.

La palestra ha riaperto l’ultima settimana di maggio con tutte le attenzioni e le restrizioni che eravamo obbligati a tenere: mantenimento delle distanze, accesso consentito per massimo 10 persone, misurazione della febbre, lavaggio delle mani, sanificazione del proprio spazio, utilizzo limitato alle spalliere per quanto riguarda gli strumenti e diversificazione tra ingresso e uscita in palestra.

Parlando della nuova chiusura, c’è rabbia per la settimana di prova concessa dal governo alle palestre per mettersi in regola. Le strutture, però, si erano adeguate già da giugno per fronteggiare l’emergenza. Non abbiamo ricevuto la visita delle forze dell’ordine, una settimana per controllare tutte le palestre d’Italia è poca, ma noi eravamo pronti. Forse sarebbe stato meglio chiudere le palestre sette giorni fa.

Capitolo allievi. Tanti sono impauriti perché le palestre sono etichettate come luoghi pericolosi. Molte persone mi hanno telefonato dicendomi che non se la sentivano di proseguire i corsi malgrado l’abbonamento”.

Pochi giorni fa Cristina Baroni, presidente SIEF (Società Italiana di Educazione Fisica), ha chiesto al governo “che sia consentito al più presto di riprendere le attività di ginnastica correttiva e medica nelle palestre per queste adibite alle seguenti condizioni:
1) necessità delle prescrizione medica;
2) limitazione del numero massimo di persone in contemporanea, stabilito in base alla normativa vigente;
3) rispetto di tutte le norme igieniche previste nel Nuovo Protocollo attuativo del 22 ottobre 2020“.

In un post pubblicato su Facebook, Baroni spiega che “se è vero che la ginnastica è fonte indispensabile di buona salute per tutta la popolazione, c’è però una categoria di persone per le quali la mancanza di esercizio è particolarmente drammatica: si tratta di coloro che necessitano della ginnastica correttiva e della ginnastica medica, per i quali andare in palestra non è una scelta, ma una vera necessità, spesso prescritta anche dal medico. Si tratta di persone per cui l’interruzione di tale attività può ripercuotersi in modo determinante non solo sui propri dolori, ma anche sull’andamento di un trattamento a lungo termine, quale quello previsto in caso delle scoliosi idiopatiche dell’adolescenza”.

La lettera inviata dalla SIEF al governo spiega la storia della ginnastica – dice Salvatore Vonazzo -. Vi consiglio di leggerla. Dobbiamo sottolineare anche la confusione terminologica nei decreti. Si parla, infatti, di sport, attività motoria, ginnastica. Sport, ginnastica, fitness e fisioterapia hanno obiettivi diversi. Il governo non ha ben chiaro quest’aspetto”.

Ringraziando il maestro della disponibilità e della cortesia, gli rivolgiamo un grosso in bocca al lupo.

STEFANO NICCOLI

 

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