Ciclovia Firenze-Prato: la situazione paradossale dell’illuminazione

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Massimo Andorlini

La ciclovia Firenze-Prato, pomposamente chiamata nel 2020 superstrada ciclabile, è stata definita “un grande asse verde (?) di collegamento della piana fiorentina per rinnovare il sistema della mobilità puntando su forme alternative ai mezzi a motore: per questo, la larghezza della pista sarà adeguata a velocità sostenute, con possibilità di sorpasso e un tracciato lineare con il minor numero di interferenze possibile”.

Una definizione smentita fin dal primo tratto fiorentino, quello che percorre via Delle Due Case, dove la larghezza è forse adeguata alla velocità di un triciclo.

Esattamente tre anni fa (25 luglio 2023), l’allora sindaco della Città Metropolitana, Dario Nardella, effettuò un sopralluogo nella zona del Polo scientifico manifestando, almeno a giudicare dalla foto, entusiasmo per un’opera tutt’altro che conclusa e di cui era responsabile in qualità di sindaco della Città Metropolitana di Firenze.

Il suo sopralluogo però non eliminò le criticità già allora evidenti. Un nostro lettore ci segnala (15 luglio 2026) la situazione, paradossale, dell’impianto di illuminazione che, come dimostrano le foto, è spento alle ore 21.35 (notte piena) e acceso alle 7 quando il sole in questa stagione è già alto.

Massimo Andorlini

Uno spreco di risorse inaccettabile che meriterebbe l’attenzione del gestore. Attenzione che però tarda ad arrivare, così come le risposte.

Il 1° luglio 2025 TuttoSesto ha pubblicato un articolo in cui le domande dei cittadini relative alla ciclovia furono girate alla Città Metropolitana.

Badate bene: visto che non siamo alla ricerca dello scoop a tutti i costi, le domande  abbiamo tentato di inoltrarle attraverso i canali ufficiali prima di scrivere l’articolo, ma, nonostante la buona volontà dell’impiegato che era dall’altra parte del telefono, nessuna risposta è arrivata dal consigliere delegato.

Rispetto alla situazione di un anno fa niente è cambiato relativamente allo sfalcio ai lati della pista, all’uso improprio (solo ciclabile) e agli addobbi che risultano ancora inesistenti nonostante il fatto che certi espropri fossero stati effettuati proprio con quell’obiettivo.

E siccome vecchi articoli sollevano ricordi, è significativo anche vedere come certi rifiuti sull’argine del canale di cinta orientale fossero presenti già un anno fa. Scriviamo “già” perché, seppur nascosti dalle erbacce, quei rifiuti sono ancora lì o almeno lo erano la settimana scorsa. Copertone compreso.

In questo caso sarebbe il Consorzio di Bonifica a doversene occupare. In questi giorni sono in corso i lavori di sfalcio del canale. Sara la volta buona per operare una bonifica che elimini i rifiuti oppure si  ontinuerà a confidare nella natura che ricopre anche le sporcizie?

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