Città Visibili: “Libertà, uguaglianza e diritti per il popolo Saharawi”

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Il prossimo 10 dicembre è la Giornata mondiale dei Diritti Umani, indetta ufficialmente il 4 dicembre 1950 a seguito della proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani avvenuta il 10 dicembre del 1948.

Libertà, uguaglianza e diritti: ecco che cosa rappresenta questa giornata ed ecco perché non possiamo non pensare al popolo Saharawi, un popolo in attesa della propria autodeterminazione, in attesa di ritornare nella propria terra, un popolo che ha scelto la lotta non violenta dal 1991 in attesa delle risoluzioni internazionali, ma che adesso è sotto attacco da parte della politica aggressiva marocchina, e non possiamo più voltarci dall’altra parte, far finta di nulla.

il 13 novembre scorso, l’esercito marocchino ha lanciato un’operazione militare contro gruppi di civili saharawi disarmati nell’estremo sud-ovest del Sahara Occidentale a El Guerguerat, una zona cuscinetto che in base al piano di pace è sotto il controllo delle Nazioni Unite, in violazione dell’accordo militare del 1997 e del precedente cessate-il-fuoco. Dal 21 ottobre, il popolo saharawi bloccava per protesta il passaggio che da El Guerguerat permette di far transitare verso la Mauritania le preziose risorse del Sahara Occidentale, che il Marocco sfrutta illegalmente da decenni.

Il Fronte Polisario ha risposto al fuoco e si sta mobilitando nella zona. «L’operazione – si legge in un comunicato della Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD) – considerata una flagrante violazione dell’accordo di pace, costituisce un attacco diretto contro il popolo sahrawi e pone quest’ultimo e il suo movimento di liberazione nazionale, il Fronte Polisario, nella posizione di legittima difesa della sovranità e dell’integrità territoriale della RASD». Il presidente sahrawi, Brahim Ghali, nella lettera inviata al Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, sostiene che l’aggressione militare marocchina abbia seriamente compromesso la possibilità di raggiungere una soluzione pacifica e duratura del conflitto in Sahara Occidentale.

Dobbiamo abbattere subito i due muri che opprimono questo popolo da troppo tempo, quello fisico ma soprattutto quello mediatico. Dobbiamo cercare di evitare un’altra guerra ingiusta.

Facciamo un appello affinché ognuno e ognuna di noi possa cercare di cambiare le cose, facendo pressione sull’opinione pubblica e soprattutto sulla politica, anche durante questa pandemia che non ci permette di scendere in piazza, ma creiamo una piazza virtuale forte e coraggiosa.

Il Consiglio Direttivo di CittàVisibili APS

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