Nuvole sempre più nere nell’orizzonte del Partito Democratico di Sesto Fiorentino.
In una nota, che pubblichiamo integralmente di seguito, la segreteria viene definita “divisiva anche nella composizione delle liste“.
La nota è giunta in redazione senza firma. Su nostro sollecito ci è stato riferito che è espressone della minoranza del Pd sestese, quella del 40%. Nessun nome. Ci adeguiamo alla volontà degli scriventi, non ci sorprendiamo, ma ci permettiamo un sincero rammarico.
SEGRETERIA PD SESTO DIVISIVA ANCHE NELLA COMPOSIZIONE DELLE LISTE. ESCLUSA PER ENNESIMA VOLTA IN QUESTE SETTIMANE UN’AMPIA AREA DEL PARTITO
La segreteria del PD di Sesto Fiorentino, nella persona della sua segretaria Sara Bosi, ha deciso di non mettere in campo un confronto serio con una precisa area politica del nostro partito nella fase di costruzione della lista dei candidati alle prossime elezioni comunali.
Dopo settimane di decisioni prese a colpi di maggioranza e forzature, senza porsi mai davvero in ascolto delle istanze che da varie parti della nostra comunità venivano rappresentate chiedendo maggiore apertura e partecipazione, ha anche fatto richieste inaccettabili e vessatorie per decidere unilateralmente le persone che a suo parere avevano diritto a candidarsi ed escluderne altre ritenute indegne.
C’è da chiedersi chi e cosa spinge la dirigenza del Partito Democratico sestese ad emarginarsi ed emarginare anziché onorare lo spirito inclusivo e pluralista che anima la nostra comunità e che è sancito dal nostro statuto.
Servivano trasparenza e apertura. Un metodo tale invece penalizza partecipazione, pluralismo e consenso.
Prendiamo atto che il PD a Sesto Fiorentino ha deciso di stare in una logica che restringe il campo e quindi lo indebolisce. Questo è stato il metodo adottato sia nelle dinamiche interne al Partito sestese sia nei rapporti con le altre forze politiche della coalizione che veniva dal 2021 e che avrebbe potuto ancora rinnovarsi se non addirittura ampliarsi e rafforzarsi.
Per rispetto del Partito Democratico e della dignità di iscritte e iscritti non abbiamo partecipato all’assemblea comunale che ha approvato la lista del PD, Assemblea che da tempo non rappresenta più il partito e che per l’ennesima volta viene utilizzata come espediente per evitare il confronto con tutti gli iscritti.
Siamo persone che hanno con convinzione fatto parte di questa comunità politica e riteniamo che la forza dei partiti si misuri dalla loro capacità di includere, non di escludere. Di far maturare una sintesi, non di imporla. E noi crediamo sia un grave errore non far tesoro di questi anni di lavoro e di impegno.







