La chiamavano democrazia

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editoriale
Foto: Pixabay

Sarebbe dovuta essere una giornata di festa. Lo è stata, ma solo in parte. L’inaugurazione del Viola Park non sarà ricordata per la prima partita disputata all’interno dello stadio “Curva Fiesole”, quella tra Fiorentina e Milan del campionato Primavera, ma per l’accesso negato al giornalista Francesco Matteini da parte del direttore generale viola Joe Barone. I fatti sono noti: “Tu non sei gradito qui” ha detto il dirigente gigliato al redattore di Quiantella.it, in possesso, si badi bene, non dell’accredito stampa ma di un regolare biglietto acquistato online.

L’episodio, l’ultimo di una lunga serie, è grave, gravissimo. Non può e non deve essere messo in secondo piano. Modi di dire e di operare che niente hanno a che fare col sistema democratico. Immaginate di comprare un biglietto per il cinema e, al momento dell’ingresso in sala, il proprietario vi nega l’accesso. Assurdo.

Questo è un posto privato ed entra solo chi vogliamo noi“: parole di Joe Barone che non hanno ragione d’esistere perché all’interno del centro sportivo si stava svolgendo un evento PUBBLICO. Il gesto della Fiorentina è da condannare, è sbagliato e, soprattutto, illegittimo. Le scuse da parte della società sarebbero gradite, ma chissà se arriveranno mai.

Dal nostro piccolo non possiamo che esprimere solidarietà al collega Francesco Matteini, “reo” di aver svolto il suo lavoro di giornalista, cioè indagare a fondo sulla questione Viola Park e aver criticato, a volte, prestazioni e risultati della Fiorentina.

Bene i comunicati di USSI e Ordine dei Giornalisti, ma non bastano. L’11 ottobre si terrà l’inaugurazione al pubblico del centro sportivo di Bagno a Ripoli. Siti, quotidiani, radio e televisioni hanno l’occasione di rispondere “pan per focaccia” e di lanciare un messaggio forte e chiaro al sistema comunicativo fiorentino.

STEFANO NICCOLI

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