Parco della Piana, Via Nova: “Serve un piano concreto, no slogan”

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La Lista Civica Via Nova ha presentato una mozione che sarà discussa in Consiglio comunale per chiedere all’Amministrazione la predisposizione di uno studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione di un piano integrato di tutela, controllo e valorizzazione del Parco della Piana.

L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per i numerosi episodi di degrado che interessano l’area: abbandono di rifiuti industriali ed edili, incendi estivi di presunta origine dolosa, vandalismi alle strutture presenti nel parco, distruzione dei capanni di osservazione naturalistica e continui danneggiamenti al chiosco e alle aree attrezzate. Problematiche che da anni si ripresentano senza che sia stata individuata una strategia complessiva di contrasto.

La mozione, presentata dal Consigliere Giannelli, impegna Sindaco e Giunta a predisporre entro sei mesi uno studio tecnico-economico che analizzi le possibili soluzioni, individui le aree più critiche, stimi costi e modalità di intervento e coinvolga tutti i soggetti che operano stabilmente nella Piana, dalle associazioni ambientaliste alle aziende agricole, fino ai proprietari dei terreni.

«Il Parco della Piana rappresenta una delle principali risorse ambientali del nostro territorio», afferma il capogruppo di Via Nova Daniele Brunori. «Proprio per questo riteniamo che il problema della sua tutela debba essere affrontato con serietà e metodo. Troppo spesso il dibattito pubblico si limita a slogan o annunci generici. Noi chiediamo invece uno studio tecnico che permetta di valutare in modo oggettivo quali strumenti siano realmente efficaci, quali costi comportino e quali risultati possano garantire. Solo partendo dai dati sarà possibile costruire un piano credibile e duraturo per la sicurezza e la valorizzazione della Piana».

Il tema delle telecamere
Nel dibattito pubblico degli ultimi mesi una delle proposte più frequentemente avanzate è stata quella dell’installazione di sistemi di videosorveglianza. Via Nova ritiene che le telecamere possano rappresentare uno strumento utile, ma che il loro impiego debba essere valutato all’interno di un progetto complessivo e tecnicamente sostenibile.

«Sentiamo spesso invocare genericamente le telecamere come soluzione a tutti i problemi della Piana», osserva Stefano Rolle, esponente di Via Nova e perito industriale in telecomunicazioni. «La realtà è molto più complessa. Gli accessi all’area sono numerosi, esistono proprietà private, servitù di passaggio, nuclei abitati e attività agricole che rendono necessario il transito autorizzato di veicoli. Inoltre occorre verificare la disponibilità delle infrastrutture necessarie per trasmettere i dati e alimentare gli impianti ventiquattr’ore su ventiquattro. Senza dimenticare i costi di installazione, manutenzione e gestione da parte della Polizia Municipale.»

«Per questo non chiediamo semplicemente di installare delle telecamere», prosegue Rolle. «Chiediamo che venga affidato a professionisti qualificati uno studio di fattibilità che analizzi la situazione reale e individui le soluzioni più efficaci. Potrebbero emergere interventi graduali, sistemi integrati di controllo degli accessi, monitoraggio ambientale o altre misure complementari. L’importante è passare dagli slogan ai progetti concreti. Se invece si continua a rinviare qualsiasi decisione, il rischio è che la Piana continui a subire degrado, abbandoni di rifiuti e vandalismi senza che venga affrontato il problema alla radice.»

Secondo Via Nova, lo studio richiesto dalla mozione consentirebbe inoltre di individuare eventuali finanziamenti regionali, nazionali o europei e di programmare gli interventi per fasi successive, sulla base di priorità e dati oggettivi.

L’obiettivo finale è arrivare a un vero piano operativo di tutela del Parco della Piana, costruito con il contributo delle istituzioni, delle associazioni e di tutti i soggetti che vivono e lavorano quotidianamente nell’area.

Via Nova

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