Poc Calenzano, Pd: “Meno populismo, più onestà intellettuale”

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Lo scorso 14 luglio il consiglio comunale di Calenzano ha votato le controdeduzioni al POC adottato nel febbraio 2021.

Nel POC si evidenzia la scelta strategica di condividere la visione dello sviluppo e tutela del territorio con il Comune di Sesto Fiorentino, approvando insieme il Piano Strutturale Intercomunale, affinché si possa parlare di assetti urbanistici che vadano oltre i confini dei singoli comuni.

Gli obiettivi che hanno guidato il gruppo di maggioranza nell’impostazione del POC sono i seguenti:

  • Limitazione del consumo del territorio e lo sviluppo di una mobilità basata sul trasporto pubblico, in particolare sul ferro e sulle piste ciclabili. Le linee del PUMS (Piani Urbani Mobilità Sostenibile).
    Più volte è stato contestato all’amministrazione di “aver cementificato gli ultimi spazi verdi” ed è falso: siamo andati ad approvare le controdeduzioni dopo tre anni.

Il POC stabilisce e prevede delle opportunità: sta poi al proponente che ha manifestato degli interessi se agire entro il termine della durata, ovvero nei cinque anni.

Viene dimenticato che le proposte di edificazione arrivano da cittadini o imprese e la buona regola vuole che tali proposte vengano ascoltate e valutate.

 

  • Riconfigurazione della città: completare e rafforzare lo spazio pubblico, riorganizzazione della rete di attrezzature e servizi rivolti al benessere dei cittadini, pensare a percorsi protetti e piacevoli.
    è stata sottolineata l’importanza e la centralità del Parco delle Carpugnane come elemento centrale dall’alto valore ambientale e quale strumento di contrasto ai cambiamenti climatici; il Parco inizierà a breve a trovare la propria identità e i cittadini inizieranno a poterlo vivere in maniera differente, con maggiore accessibilità e servizi.
  • Rigenerazione urbana, quale alternativa al consumo del suolo, per rinnovare il tessuto edilizio, migliorare l’efficienza energetica, la sicurezza sismica e la qualità.In questo punto è stato messo il focus sul completamento della trasformazione di Dietro Poggio, individuazione di finanziamenti pubblici per sostegno, miglioramento e implementazione dell’area ERP (Edilizia Residenziale Pubblica).

Con le controdeduzioni negli ambiti di “rigenerazione” sono statti fatti ridimensionamenti sulle volumetrie, un esempio quella dell’area di Dietro Poggio. Sulla rigenerazione del centro cittadino invece, sono stati trovati i fondi per rispondere alle necessità di sostituire gli attuali alloggi ERP, fatiscenti e pericolanti, con dei nuovi alloggi dalla più alta efficienza energetica e realizzati secondo i moderni standard di sostenibilità ambientale e infrastrutturale, privi cioè di barriere architettoniche, maggiormente vivibili anche con spazi esterni e sempre inseriti in contesti centrali. Purtroppo però il finanziamento di undici milioni di euro (c.a.) ha precisi vincoli temporali che stabiliscono i tempi massimi di realizzazione e tali vincoli, ad oggi, non sono derogabili ed è quindi difficile pensare di organizzare il lavoro in due fasi: ovvero costruire nello stesso spazio, abbattere e poi costruire l’altra parte.

  • Verrà regolamentato l’istituto dei crediti edilizi (crediti finora utilizzati negli interventi di edilizia residenziale su terreni vergini) attraverso l’introduzione di un registro dei crediti, così da evitare che questi diventino uno strumento di speculazione edilizia.

 

  • Forestazione urbana: adozione di una serie di iniziative fatte per migliorare gli spazi verdi attuali, intervenire per mitigare gli effetti dell’azione dell’uomo sulla natura e calmierare gli effetti del cambiamento climatico. Oltre al “Mosaico verde” e il “Bio Distretto”, proprio in questi giorni la giunta ha approvato il progetto di forestazione con un investimento di 250.000€, co-finanziato col programma “ToscanCarbon Neutral”, che consentirà di assorbire 50 tonnellate di CO2 l’anno e darà vita a tre nuove isole verdi in mezzo a Calenzano.

 

  • Valorizzazione e fruizione del territorio rurale, recupero delle attività estrattive dismesse, promozione delle forme di accoglienza turistico-ricettivo e promozione dell’attività agricola quale valorizzazione del lavoro nel rispetto dell’ambiente.

 

In questo periodo non è mancato il confronto politico, sebbene incentrato prevalentemente sul progetto di rigenerazione urbana. Essere disponibili al confronto tuttavia, non significa scendere nella polemica sterile, della quale spesso e volentieri fanno le spese unicamente i cittadini.

Essere disponibili non vuol dire abdicare alle proprie idee, ma significa ascoltare e spiegare le nostre posizioni e portarle avanti, nell’interesse della collettività, sapendo di non poter accontentare tutti senza scontentare qualcuno. Il confronto costante, per noi è un valore aggiunto, ma non può e non deve essere un pretesto per rallentare o boicottare l’azione.

È stata la politica a guidare tutto il processo, seguendolo ed integrandolo con suggerimenti, richieste e anche delle forzature quando è stato necessario farlo, poiché laddove sono maggiori le perplessità è d’obbligo porsi dei limiti.

È stata messa in campo l’opportunità di natura edificatoria solo e soltanto in quelle zone in cui già si era avviato un percorso che viene da lontano, così da non lasciare comparti residenziali isolati in zone produttive, quali ad esempio quelli previsti in via Monti, gli interventi di completamento in via Arsiero Salvanti, la riconversione della ex scuola materna di Settimello in residenziale in linea con la zona, la riqualificazione dell’area ubicata a confine con il plesso scolastico Malaguzzi di Carraia; tra questi ambiti di completamento, riteniamo centrale la sostituzione edilizia produttiva di Via Aretino, che prevede una riconversione in abitativo per 3500 mq, con cessione di aree verdi pubbliche ai cittadini e spazio pubblico da adibire ad urbano per usi di piazza e parcheggio. Anche la frazione di Settimello vedrà il completamento di interventi previsti da anni, con la contestuale riqualificazione del territorio, come il Molino Archilli.

In questo POC sono state create anche delle opportunità e abbiamo provato a dare delle risposte a delle esigenze, come nel caso dell’ambito di trasformazione di Via di Fibbiana: siamo consapevoli che questo intervento viene ritenuto il più critico dal punto di vista politico, ma siamo convinti di avere adottato tutta una serie di misure per incrementare il valore messo a disposizione dai cittadini: rispetto all’avvio del procedimento del POC, è arrivato il decreto di vincolo per l’area archeologica che evidenzia quindi l’obbligo di valorizzare il sito e renderlo accessibile. Non è concepibile introdurre il vincolo dei crediti su di un intervento di natura produttiva, perché ciò impedirebbe di fatto la realizzazione dell’intervento stesso per insostenibilità economica.

Per onestà intellettuale poi: non facciamo atti di concessione solo per fare promesse al vento. Le aziende investono, gli imprenditori non fanno beneficienza, ma investono tempo e risorse importanti, danno lavoro e contribuiscono all’economia della nostra comunità. Respingiamo anche la pretestuosità con la quale si accusa l’amministrazione di avere preso in carico la strada provinciale Barberinese in maniera irresponsabile, quando questa scelta nasce per varie ragioni, tra cui    sanare  l’intervento relativo alla Residenza Don Brogi, che è stato fatto non tenendo conto a suo tempo della distanza necessaria rispetto alla provinciale, e tale accollo è stato oggetto  di scambio con la Città Metropolitana, con l’onere  per la manutenzione relativa al sottopasso Vladimiro, sulla carta più oneroso.

Nell’intervento di Fibbiana è prevista la realizzazione di spazi di sosta per 3200 mq circa, percorso carrabile di alleggerimento tra via Galilei e il parcheggio pubblico, il passaggio di una pista ciclabile, la copertura di una visuale sul retro delle fabbriche che venendo da Prato o Campi non è certo dei più belli, con la costruzione di un immobile di alto valore progettuale. Il progetto industriale vedrà un successivo passaggio in consiglio comunale per l’approvazione delle convenzioni, fase che ci impegnerà a visionare il piano di sviluppo industriale. Non abbiamo fatto nessun trattamento di favore e nessuno ce l’ha chiesto: abbiamo ricevuto un’istanza, nella quale abbiamo visto un progetto di riqualificazione di quella zona industriale, un ritorno di immagine, essendo quella una delle porte di Calenzano, un vantaggio per i cittadini che si vedranno sistemata e fruibile oltre all’area archeologica, la ciclabile, i parcheggi. D’altra parte, la politica ha anche questa responsabilità, ovvero di prendere delle decisioni in base al momento, ma avendo una visione a lungo termine e di accollarsi rischi e conseguenze delle scelte fatte, e noi sicuramente ce ne assumiamo la piena coscienza di tale decisione.

Respingiamo   le affermazioni fatte da Sinistra per Calenzano in merito all’operazioni immobiliare che secondo loro sarebbe quella di Fibbiana, e riteniamo irrispettoso rispondere ad un’esigenza precisa di un progetto ambizioso: “a Calenzano ci sono tanti capannoni non usati da poter rigenerare!” Come può essere la risposta giusta, alla domanda di un imprenditore che ti presenta un progetto di investimento su 8500 mq, anche di qualità e pregio, di sviluppo in termini di forza lavoro e di economie che rimangono sul nostro territorio, una contro-proposta come quella ipotizzata da Sinistra per Calenzano?

I membri del PD del consiglio comunale si sono presi la responsabilità di votare a favore e sostenere la proposta complessiva con tutte le contro-deduzioni, tutto il lavoro di revisione delle norme, per fare in modo che le opportunità messe in campo a beneficio della collettività siano davvero praticabili.

Concludiamo con un’ultima riflessione sulla parola “cementicazione”: chi lo ha fatto prima, oggi ne prende le distanze, confidando sull’amnesia collettiva. Crediamo che ciò che è stato fatto in precedenza, è stato quasi sempre ben fatto, tranne qualche forzatura di cui oggi ne paghiamo ancora le spese.

Chi oggi chiede di non edificare alloggi ERP di fronte a casa propria dimentica che anche casa sua prima era su un terreno verde. Chi oggi disprezza la parola “cementificare”, dimentica che le scuole, l’ASL, i servizi, sono fatti con il cemento. E i servizi si fanno quando c’è da rispondere a nuove esigenze e per essere tali devono essere realizzati anche tenendo conto della loro collocazione logistica!  Meno “populismo” e più “onestà intellettuale” non guasterebbero.

Partito Democratico Calenzano

 

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