Polveri a Settimello, D’Elia (FdI): “Cittadini ingannati dal Comune e da Arpat”

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“Nessuna omissione dei controlli sulla qualità dell’aria a Settimello”: questa una parte della risposta di Arpat ad Americo D’Elia, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Calenzano.

La replica di quest’ultimo, che aveva posto su questo tema cinque domande al sindaco di Calenzano, Riccardo Prestini, e all’assessore competente, non si è fatta attendere. Ve la proponiamo:

Oggi sul sito di ARPAT è apparso un comunicato stampa dell’agenzia che cerca di giustificare, peraltro in maniera banale, i ritardi di anni e le omissioni che sono evidenti anche nel comunicato stesso riguardo ai cattivi odori e alla presenza di polveri ferrose a Settimello.

ARPAT risponde al sottoscritto che, negli ultimi consigli Comunali e nelle varie assemblee, ha puntato il dito contro omissioni evidenti messe in atto da una Agenzia che effettua un servizio pubblico e pertanto deve attendersi a norme specifiche e non agire secondo il suo libero arbitrio.

Appare assurdo e irragionevole, oltre che scorretto, che ARPAT giustifichi il suo operato (o non operato) basandosi sulle rilevazioni del progetto NASI (progetto messo in atto dal Comune) in cui viene data responsabilità a dodici cittadini di effettuare controlli attraverso delle schede di rilevazione ,ma non è affatto chiaro qual è stato il criterio di selezione di questi cittadini e tantomeno le competenze tecniche degli stessi nell’effettuare in modo corretto tali rilevazioni, avendo solo il compito di odorare e segnalare. L’ARPAT afferma nel comunicato che tali rilevazioni hanno fatto emergere sporadicità,s altuarietà ed intermittenza dei fenomeni di maleodoranza (il dato riportato si aggira intorno al 2% nelle ore oggetto di monitoraggio).

Viene da chiedersi Quali strumenti ha utilizzato ARPAT per rilevare tali fenomeni? Perché non rende pubblici i criteri di controllo? Perchè Arpat ha ritenuto valide solo le rilevazioni effettuate da un gruppo stabilito di cittadini e non ha preso in considerazione le centinaia di segnalazioni giunte al Comune sia telefonicamente che per iscritto? Tali segnalazioni sono state vagliate?

Io sono ancora in attesa da due settimane degli atti relativi ai controlli e alle segnalazioni fatte dal 2015 ad oggi.

Sono molto deluso dalla gestione di ARPAT, essendo un’agenzia regionale quindi pubblica con competenze tecniche, mi sarei aspettato un resoconto altrettanto tecnico e dettagliato sulla problematica e non un mero comunicato stampa contro il sottoscritto che non fornisce nessuna risoluzione a tale problema e soprattutto non viene fornita una risposta sulla pericolosità di queste polveri: sono o non sono polveri cancerogene che fanno male alla salute dei cittadini?

Oggi più che mai appare evidente che i cittadini sono stati ingannati dal Comune con il progetto Nasi e ingannati da ARPAT che li ha usati come cavie, forse solo per arrivare ad archiviare una situazione che oggi più che mai mostra i suoi lati oscuri.

Non sarà certo un comunicato approssimativo a fermare la ricerca della verità che va ricercata con altri strumenti rivolgendoci ad altri enti per poter portare la questione sul tavolo del Ministro dell’ambiente“.

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