Nessun ribaltamento: Sesto Fiorentino resta in mano al centrosinistra. La vittoria di Damiano Sforzi, eletto sindaco col 56,29% delle preferenze pari a 11.768 voti, è stata netta, senza se e senza ma. Certo, non come quella di Lorenzo Falchi che nel 2021 conquistò il 70,38% dei consensi. Di fatto una maggioranza bulgara.
L’attenzione adesso è tutta rivolta alla giunta. Da chi sarà composta? Il neo primo cittadino comunicherà i nomi degli assessori nel corso della prima seduta del Consiglio comunale che dovrà essere convocata entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti per tenersi entro dieci giorni dalla convocazione. Alcune ipotesi, però, possiamo già farle. La carica di vicesindaco dovrebbe essere appannaggio (per scrupolo utilizziamo il condizionale) del Partito Democratico, la forza politica che ha conquistato più voti all’interno della coalizione a sostegno di Damiano Sforzi: 4.016 pari al 20,19% dei consensi. Potrebbe essere, quindi, Giulia Barducci, con i suoi 260 voti, a succedere a Claudia Pecchioli.
Dem che, comunque, hanno fatto registrare un calo rispetto a cinque anni fa quando la percentuale fu del 27,72% (5.655 voti, 1.649 in meno). Lo stesso discorso vale anche per la lista Per Sesto che dal 22,83% (4.657 voti) è calata fino al 18,01% (3.582 voti) con un soldi negativo di 1.075 voti.
Sorride, invece, Alleanza Verdi e Sinistra: 12,70% (2.590 voti) nel 2021 col nome di Sinistra Italiana, 16,40% (3.262 voti) nel 2026 con un saldo positivo di 672 voti.
In leggero aumento, ma inutile al fine della presenza in Consiglio comunale, il Movimento 5 Stelle: dal 2,75% (560 voti) nel 2021 quando sosteneva il candidato primo cittadino Giovanni Policastro al 3,25% (646 voti) nel 2026 in appoggio a Damiano Sforzi.
Tra le fila della minoranza, buono il risultato di Ecolò che nella precedente tornata elettorale sosteneva Lorenzo Falchi. La lista ecologista è passata dal 5,80% (1.183 voti) all’8,62% (1.715 voti).
Per quanto riguarda i riformisti, nel 2021 la lista “Toccafondi Sindaco – Italia Viva” ottenne il 6,63% dei consensi pari a 1.353 voti. Cinque anni dopo, con Alessandro Martini candidato per Sesto Riformista, la percentuale è salita al 10,01% (1.992 voti).
Sul fronte del centrodestra, che nel 2021 tentava l’assalto al palazzo comunale con Daniele Brunori, Fratelli d’Italia è passata dal 5,91% (1.206 voti) al 9,54% (1.897 voti). Leggera flessione per Forza Italia: 1,68% (343 voti) contro 1,58% (315 voti). Da sottolineare quest’anno l’assenza della Lega che alle precedenti elezioni comunali ottenne il 7,69% delle preferenze (1.569 voti).
A proposito di Daniele Brunori. Cinque anni fa l’ex capogruppo del Carroccio, spinto da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Popolari Toscani Per Sesto, arrivò al 15,67% pari a 3.387 voti. Nel 2026, alla guida di Via Nova (8,77%, 1.745 voti), ha ottenuto l’8,74% dei consensi (1.828 voti). Ben al di sotto del 20% da lui stesso auspicato il 14 febbraio scorso. Un risultato che consente, comunque, alla neonata lista civica d’entrare in Consiglio comunale.
Per quanto concerne la ripartizione dei seggi, il Partito Democratico ne avrà 6, Per Sesto 5, AVS 4, Fratelli d’Italia 3, Ecolò, Sesto Riformista e Via Nova 2 a testa.
Restano fuori Movimento 5 Stelle, Sesto Collettiva, Forza Italia-UDC e Di più per Sesto.
STEFANO NICCOLI





