Trasporto Pubblico, FdI Sesto: “Pd mette ‘bollino di partito’ e lascia i pendolari a pagare il conto”

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Stefano Mengato
Stefano Mengato

Fratelli d’Italia esprime profonda delusione per quanto avvenuto nel Consiglio comunale di Sesto Fiorentino di martedì 28 luglio sulla questione dell’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale.

La nostra mozione aveva un obiettivo chiaro: chiedere alla Regione Toscana il congelamento degli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico, tutelando lavoratori, studenti, pensionati e famiglie che ogni giorno utilizzano autobus e tram per raggiungere il posto di lavoro, la scuola e i servizi essenziali.

Una richiesta resa ancora più urgente dall’aumento di circa il 20% del costo del biglietto urbano, in vigore dal 1° agosto, che pesa sulle tasche di migliaia di pendolari.

Il Partito Democratico ha, invece, scelto di presentare una mozione incidentale sostitutiva, riconoscendo implicitamente che il problema esiste ma evitando accuratamente di chiedere alla Regione Toscana ciò che oggi servirebbe davvero ai cittadini: sospendere gli aumenti.

Al posto di una richiesta politica chiara sono stati proposti tavoli tecnici, confronti istituzionali e futuri approfondimenti. Strumenti certamente utili, ma che non cambiano la realtà: i pendolari continuano a pagare ogni giorno un servizio più caro.
Una maggioranza che non ha voluto costruire un testo condiviso. Eppure una soluzione unitaria era possibile.

Durante il dibattito consiliare, anche i capigruppo Alessandro Martini (Sesto Riformista) e Beatrice Corsi (Ecolò) avevano avanzato una proposta di buon senso: ritirare entrambe le mozioni oppure integrarle per arrivare ad un unico documento bipartisan. Fratelli d’Italia avrebbe accolto con convinzione questa soluzione.

Le proposte contenute nella mozione del Partito Democratico – dall’integrazione tariffaria al confronto con gli enti competenti – avrebbero potuto essere inserite come semplici emendamenti alla nostra mozione, dando vita ad un documento condiviso e molto più autorevole nei confronti della Regione Toscana.

Invece il consigliere Pescini ha presentato direttamente in aula la mozione incidentale del Partito Democratico senza alcun confronto preventivo con il capogruppo di Fratelli d’Italia, Stefano Mengato.

Se l’obiettivo fosse stato realmente quello di costruire una posizione comune del Consiglio comunale, sarebbe stato naturale condividere il testo prima della seduta e verificare la possibilità di un documento unitario. Nulla di tutto questo è avvenuto.

È quindi difficile non concludere che abbia prevalso la volontà di impedire l’approvazione di una mozione presentata dall’opposizione, nonostante molti dei contenuti siano stati poi ripresi nella stessa mozione della maggioranza.

Non è un caso che, nel corso del dibattito, il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Jacopo Madau, abbia ricondotto il confronto ad una diversa impostazione politica con richiami continui al Governo centrale. Una posizione che, a nostro avviso, conferma come abbiano prevalso logiche di appartenenza e contrapposizione ideologica rispetto alla ricerca di una soluzione condivisa nell’interesse dei pendolari. Una critica condivisa anche da altre opposizioni. Il metodo seguito dalla maggioranza conferma inoltre una criticità evidenziata anche da altre forze di opposizione.

Cristiana Massi – Foto di Tino Barletta

Il consigliere Daniele Brunori, capogruppo di Via Nova, ha denunciato pubblicamente come il ricorso a mozioni incidentali, emendamenti presentati all’ultimo momento e lunghe discussioni procedurali finisca troppo spesso per rallentare il lavoro del Consiglio comunale e ritardare le risposte ai problemi della città. È una riflessione che condividiamo.

Il Consiglio comunale dovrebbe essere il luogo nel quale maggioranza e opposizione cercano una sintesi quando sono in gioco gli interessi della comunità, non il luogo nel quale si misura chi possa mettere il proprio simbolo in calce ad una proposta.

Dispiace constatare che anche il successivo post pubblicato dal Partito Democratico di Sesto Fiorentino sui propri canali social restituisca una ricostruzione incompleta di quanto realmente accaduto in Consiglio comunale.

Nel racconto del PD non vi è alcun riferimento alla proposta avanzata da Alessandro Martini e Beatrice Corsi di arrivare ad un documento condiviso, né al fatto che le richieste contenute nella mozione di Fratelli d’Italia avrebbero potuto essere facilmente integrate attraverso emendamenti. Si preferisce rappresentare la mozione incidentale come l’unica soluzione possibile, quando invece una convergenza bipartisan era concretamente praticabile. I cittadini meritano una ricostruzione completa dei fatti, non una narrazione che omette passaggi essenziali del dibattito consiliare.

La stessa mozione approvata dalla maggioranza riconosce che gli aumenti tariffari rappresentano un problema e che occorre tutelare studenti, pendolari e fasce più deboli.
Questo conferma che Fratelli d’Italia aveva individuato correttamente il problema. La differenza è tutta qui. Fratelli d’Italia chiedeva di fermare subito gli aumenti. Il Partito Democratico ha scelto di discuterne in un percorso futuro.

Nel frattempo, però, dal 1° agosto migliaia di cittadini pagheranno un aumento di circa il 20% del costo del biglietto urbano, conseguenza di una decisione assunta dalla Regione Toscana guidata dal Presidente Eugenio Giani.

Fratelli d’Italia continuerà a battersi affinché il trasporto pubblico torni ad essere un servizio realmente accessibile e conveniente e non l’ennesimo costo scaricato su lavoratori, studenti e famiglie. Per noi vengono prima gli interessi dei cittadini. Le bandiere di partito possono aspettare.

Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia Sesto Fiorentino

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