Toscana Aeroporti: “Basta terrore psicologico costruito su un falso”

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Aeroporto di Firenze
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Toscana Aeroporti respinge con fermezza la nota dei firmatari del cosiddetto “Patto per il Parco Agricolo” e denuncia il metodo che la ispira: dare peso, attraverso il ricorso sistematico alla paura, ad affermazioni prive di qualsiasi fondamento. In alcuni casi, a veri e propri falsi.

Il più clamoroso riguarda la presunta contaminazione dei prodotti agricoli. «Si dice che i nostri aerei “avveleneranno” la Piana — dichiara l’Amministratore Delegato di Toscana Aeroporti, Roberto Naldi —. Bene: in quella Piana corrono due autostrade, l’A1 e l’A11, ci sono distretti industriali, centri commerciali, un aeroporto che vola da decenni. Tutto questo, a sentire i comitati, non inquinerebbe nulla; basterebbe la nuova pista ad avvelenare l’insalata. Non è un’analisi: è terrore psicologico costruito su un falso. E mentre loro evocano fantasmi, le relazioni sulla qualità dell’aria di ARPAT, ASL e Toscana Aeroporti sono state presentate, esaminate, certificate e approvate in sede di VIA, fino a diventare parte di un decreto dello Stato. Loro hanno la paura. Noi abbiamo i dati.»

C’è poi la pretesa, da parte dei firmatari, di rappresentare “l’Interesse Comune”. «In una democrazia l’interesse comune lo definiscono i cittadini attraverso le istituzioni che eleggono — prosegue Naldi —. E questo progetto è stato sostenuto dagli ultimi tre sindaci di Firenze, dalla Città Metropolitana, dalle amministrazioni regionali che si sono succedute per oltre sedici anni e, dal Governo attraverso il Ministero, da ENAC che ne è il proponente formale. Non è l’interesse di un’azienda contro un territorio: è una convergenza rara e trasversale di chi è stato democraticamente eletto per decidere. Dall’altra parte ci sono alcuni comitati che si autoproclamano voce di tutti. Rispetto le loro idee; non condivido che si intestino una rappresentanza che non hanno.»

Quanto al Parco della Piana, la nota rovescia la realtà. «Ci accusano di volerlo distruggere: la verità è esattamente opposta — afferma l’Amministratore Delegato —. Di quel Parco si parla da quarant’anni e non ha mai avuto una forma concreta. È questo progetto a dargliela finalmente: sicurezza idraulica, nuove aree verdi ed ecologiche, bonifiche, la preclusione definitiva di ogni ulteriore cementificazione. Senza l’aeroporto, il Parco resta ciò che è stato fino a oggi: una promessa. L’incompatibilità che evocano non esiste; esiste l’esatto contrario.»

Resta, infine, il tono. «Trovo singolare la sufficienza, l’ironia, la mancanza di rispetto con cui ci si rivolge a chi, da oltre dodici anni, porta soluzioni, studi e ricerche validate dalle autorità preposte — conclude Naldi —. Noi mettiamo sul tavolo procedure VIA e VAS, valutazioni di incidenza, centinaia di elaborati esaminati da Commissione VIA, ISPRA, ARPAT, ASL, Regione e Ministero della cultura. Dall’altra parte ci sono chiacchiere da bar che fanno leva sulla paura delle persone. Il dissenso è legittimo e va rispettato. Ma chiamare “analisi” l’allarme, e trattare con ironia chi i conti li ha fatti davvero, è una mancanza di rispetto prima di tutto verso i cittadini. Il dissenso merita rispetto. La disinformazione travestita da scienza, no.»

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