7 marzo 1869 – Inaugurazione della Società per la Biblioteca Circolante

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7 marzo 1869 – Inaugurazione della Società per la Biblioteca Circolante

 

Pur essendo stata inaugurata ufficialmente il 7 marzo 1869, la Società per la Biblioteca Circolante nacque ufficialmente nell’autunno precedente, probabilmente il 27 ottobre 1868.

Promotori dell’iniziativa furono Pilade Tosi che assunse la carica di presidente e Pietro Villoresi che ne divenne il segretario. Il primo era impiegato della Cassa di Risparmio di Firenze e collaboratore del quotidiano di tendenza democratica “Il Lampione”; il secondo era notaio e, in quel periodo, anche segretario comunale.

In considerazione delle difficoltà economiche da affrontare per garantire, la sopravvivenza della nuova istituzione, il primo atto ufficiale della Società fu una richiesta inviata al Sindaco di Sesto Fiorentino, Francesco Daddi. Con essa si chiedeva che il Municipio prendesse sotto il suo patrocinio la nascente istituzione e contribuisse con un aiuto economico alla sua fondazione.

La concessione del sussidio (30 lire) fu presa dalla Giunta Comunale il 30 gennaio 1869. Il provvedimento prevedeva anche l’impegno da parte dell’assessore Brunelli a verificare “se fra i mobili fuori d’uso esistenti nell’ufficio e nel magazzino del Comune vi sia cosa che possa far comodo alla prima montatura della biblioteca”

Nel frattempo, il 20 dicembre 1868 era stato redatto lo Statuto che fissava regole e obiettivi. Scopo della Società (art.1) era quello di “procurare e diffondere la lettura di ottimi libri e di interessanti pubblicazioni”. All’uso della biblioteca furono ammessi (previo pagamento di 25 centesimi) “tutti coloro che non erano stati condannati per delitti o che avessero una condotta altamente riprovevole”. Gli alunni delle scuole comunali ebbero libero e gratuito accesso.

La prima sede della biblioteca fu individuata in un’abitazione che si trovava in prossimità della scuola maschile e il cui uso era stato concesso gratuitamente dal proprietario, signor Stagi, Non si sa per quanto tempo la biblioteca sia rimasta all’interno di questa civile abitazione, ma di sicuro la sua sede era stata già spostata in una stanza all’interno del Teatro Niccolini.

Nei primi tempi la biblioteca si avvalse, per le sue collezioni, di donazioni da parte di privati. La prima in assoluto fu quella del conte Morosini che contribuì con 67 libri. Il primo volume acquistato fu, invece, la “Storia d’Italia” di Giuseppe La Farina.

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