8 aprile 1891 – Il pozzo nero di Castello

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Sesto com'era

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8 aprile 1891 – Il pozzo nero di Castello

La progressiva espansione di Firenze verso ovest determinò, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, importanti cambiamenti anche per i Comuni limitrofi. L’economia di Sesto Fiorentino, per esempio, ne beneficiò in maniera sostanziale e molte furono le nuove attività manifatturiere che si installarono sul territorio. Prima fra tutte la fabbrica di conserve alimentari di Luigi Torrigiani.

La vicinanza alla grande città non ebbe però solo riscontri positivi. I fiorentini pensarono bene infatti di spostare nel nostro Comune anche molte attività pericolose e insalubri.

All’inizio del Novecento a Novoli (all’epoca a tutti gli effetti sestese) si trovavano fabbriche di colle animali, di concimi chimici, lo “struggitoio” di animali vecchi o malati e un deposito di materie liquide fecali attivo già da diversi anni.

I fiorentini devono aver pensato che la raccolta di materiale fecale fosse una passione dei sestesi mangia budella e così, in seguito all’autorizzazione della prefettura dell’8 aprile 1891, realizzarono a Castello (all’epoca nel territorio di Sesto Fiorentino) un pozzo nero di deposito della capacità di 4.500 ettolitri.

Ma non era l’unica passione. Nel 1901 la Società Anonima ottenne dal prefetto l’autorizzazione per realizzare a Novoli il deposito della spazzatura di Firenze. Un fatto che non rimarrà isolato visto che, circa ottanta anni più tardi, Fiorentinambiente decise di costruire a Case Passerini, sempre nel territorio di Sesto Fiorentino, una discarica da più di due milioni di metri cubi e che, seppur tra mille polemiche, sembra ormai in dirittura d’arrivo (sigh!) la realizzazione di un impianto di incenerimento dei rifiuti, sempre nella zona di Case Passerini.

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