Calenzano, Sinistra Italiana replica a Biagioli

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Lo scorso 14 aprile il sindaco di Calenzano, Alessio Biagioli, sostenitore del candidato della coalizione “Calenzano Insieme” Riccardo Prestini, si esprimeva sulla divisione con Sinistra Italiana.

Ho evitato polemiche con SI fino a oggi ma se tirato in ballo con provocazioni non mi mancano gli argomenti per…

Publiée par Alessio Biagioli sur Dimanche 14 avril 2019

 

La controreplica non si è è fatta attendere. Questo il post, dal titolo “Se il sindaco si mette le scarpette da gioco“, pubblicato su Facebook da Sinistra Italiana Calenzano

 

Abbiamo letto in questi giorni il commento piuttosto risentito del Sindaco Biagioli per le critiche ricevute dalla nostra parte politica sul ruolo da lui giocato nella scelta di Prestini quale candidato Sindaco del centrosinistra. Si accusa una certa sinistra (la nostra) di preoccuparsi di più di quello che fa lui piuttosto che di programmi elettorali o di contrastare la destra. Alla fine rivendica con forza il proprio diritto a partecipare come “libero cittadino” al dibattito politico locale.

 

Quanto ai programmi Biagioli dovrebbe sapere – e se non lo sa lo informiamo noi – che Venturini è stato il primo a presentare il proprio e a pubblicarlo sul sito, dopo una lunga consultazione coi cittadini. A noi non interessano le polemiche sterili e fine a sé stesse, ma per la chiarezza non possiamo sottrarci dal replicare quando si affermano cose non corrispondenti alla realtà dei fatti.

 

Il modo migliore per contrastate le destre secondo noi, non è fare ammucchiate contro natura con chi come il PD, riteniamo abbia tradito le proprie ragioni fondative e rinnegato i propri riferimenti sociali, ma mettere in campo un progetto di governo autonomo e credibile della sinistra.

 

È evidente che nessuno mette in discussione la libertà del nostro primo cittadino di dire e fare ciò che vuole: ci mancherebbe altro.

 

È altrettanto chiaro però che se un Sindaco al secondo mandato invece che mantenere un profilo istituzionale, a nostro giudizio più consono al suo ruolo, decide di mettersi le scarpette e scendere in campo per la partita elettorale, non può poi lamentarsi se prende qualche pallonata, se subisce qualche critica o attacco. E non deve nemmeno stupirsi se l’esuberante attivismo di fine mandato della sua amministrazione, connesso al presenzialismo dell’assessore-candidato, vengono viste con qualche sospetto e percepite come strumentali ed elettoralistiche.

 

La vicenda della designazione di Prestini, per il ruolo svolto dal sindaco attuale, assomiglia più alla investitura di un successore che ad una scelta conseguente ad una normale dialettica fra forze politiche.
È la logica antica e perversa della cooptazione: tu sei in quel posto perché qualcuno l’ha scelto e verso quel qualcuno si determina un debito di riconoscenza che deve essere esigibile in ogni momento.

 

La scelta di Prestini è una “vittoria” vantata a più riprese dai sostenitori della lista Calenzano Futura come grande risultato ottenuto nella trattativa con il PD, che ha fatto desistere quel partito dalla scelta approvata dai suoi organi dirigenti di procedere a primarie per l’individuazione del proprio candidato sindaco.
Del resto sia noi che Biagioli, avendone discusso in specifici incontri, sappiamo benissimo che è questo quello che ci ha diviso: aprire o meno una interlocuzione con il PD sul candidato Sindaco.

 

Inutile andare in giro ad accampare pretesti su un mancato coinvolgimento: insomma che Biagioli, nella sua doppia veste di sindaco e di Coordinatore metropolitano di MDP, non abbia trovato il modo di rapportarsi con il coordinatore comunale e gli iscritti di Calenzano a quel movimento è davvero poco credibile. Aveva tutto il tempo e le condizioni per farlo.

 

La realtà è molto più semplice di quanto sembri: fin da subito dopo le lezioni del 3 marzo 2018 nell’area LEU, a Calenzano come a livello nazionale, c’erano due opzioni politiche diverse a confronto.
Fin dal maggio dello scorso anno, Sinistra Italiana di Calenzano, dopo un percorso di consultazione e discussione al proprio interno con i propri 80 iscritti, ha avanzato alle altre forze di sinistra una proposta chiara: costruire assieme una progetto unitario della sinistra per il governo cittadino, autonomo ed alternativo alla destra, al movimento 5 stelle e anche al PD.

 

Quella che Biagioli ha definito una “prematura fuga in avanti” per noi è semplicemente il coerente sviluppo di un impegno che nasce dal 2015, quello di ricostruire sul territorio una forza in grado di rappresentare quel vasto popolo della sinistra che come noi non si riconosceva più nel PD.

 

A partire dall’estate scorsa, insieme a Art. 1 MDP e all’associazione Sinistra per Calenzano, abbiamo quindi intrapreso un percorso di confronto e ascolto, con incontri in ogni frazione, fino all’assemblea del 20 novembre che ha portato alla elaborazione di una proposta politico programmatica e alla candidatura a sindaco di Marco Venturini (altro che scelta comunicata via social!).
Biagioli, che pur con noi aveva condiviso il progetto di LeU tanto da candidarsi al Senato, ha ritenuto preferibile fare una scelta diversa dalla nostra. Non avendo più alcuna forza politica alle spalle (avendo MDP di Calenzano condiviso la scelta con Sinistra Italiana) ha riesumato le spoglie della “Calenzano 2020” – reincarnatasi oggi nella lista Calenzano Futura – e ha aperto una trattativa con il PD da cui è scaturita la scelta di Prestini.
Così sono andate le cose. Nulla di scandaloso. Tutto più che legittimo.

 

Bisognerebbe semplicemente prenderne atto senza recriminare ad ogni piè sospinto, lamentando un po’ ipocritamente la mancata unità. L’unità ognuno l’ha fatta a modo suo: noi con la Sinistra, Biagioli e gli altri di Calenzano Futura con il PD.
Permetteteci tuttavia di dubitare che di “vero amore” si tratti. Cosi, ad occhio pare più un matrimonio di interessi, dove conta di più la considerazione per la presunta dote elettorale del PD rispetto alla coerenza con le scelte fatte appena un anno fa.
Biagioli, con quella sua ormai insopprimibile refrattarietá verso qualunque forma di partecipazione che assomigli ad un partito organizzato, a chi non lo conosce bene potrebbe apparire un po’ come quei capitani di ventura che, con i propri fedelissimi al seguito, passano da uno schieramento all’altro a seconda della convenienza (ne abbiamo qualche esempio anche a Calenzano).

 

Noi siamo per un’altra idea della politica: la costruzione faticosa e coerente di un soggetto collettivo che non viva in funzione degli appuntamenti elettorali ma costruisca un proprio progetto di società e metta in campo idee e proposte per cambiarla davvero.
Per quanto ci riguarda le nostre critiche sono sempre state fatte con il rispetto che si deve a chiunque si impegni per la comunità, seppur da punti di vista diversi dal nostro.
Anche verso l’Amministrazione uscente esprimiamo nel complesso un giudizio positivo sul lavoro svolto, che ha portato ad un avanzamento ulteriore della nostra comunità.

 

Non possiamo tuttavia esimerci dall’esprimere il nostro punto di vista critico su alcune tematiche che ci hanno convinto meno.
Ci siamo interrogati seriamente sui ritardi nell’attuazione di una parte molto rilevante del programma dell’Amministrazione uscente quale il parco delle Carpugnane, esprimendo perplessità per come la vicenda delle opere di compensazione per la terza corsia autostradale è stata gestita e preoccupazione su tempi e modi della loro realizzazione.

 

Ci pare che su questo i fatti parlino chiaro per davvero: siamo al punto di partenza di dieci anni fa. Non è stata firmata alcuna convenzione con Società Autostrade per il finanziamento del parco. Anzi, con l’ultima improvvida iniziativa dell’Amministrazione insieme all’Università del Design, addirittura si sono fatti passi indietro: c’era un progetto definitivo del parco con cui sono stati effettuati gli espropri e adesso non c’è più; a due mesi dal voto siamo tornati alla fase degli indirizzi per la progettazione, sconfessando l’unico strumento che avevamo a disposizione per formalizzare gli impegni di Società Autostrade. Non c’è che dire: davvero un bel capolavoro”.

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