“Sfogliando vecchi giornali”: la scuola alla torre di Brincino

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Villa San Lorenzo al Prato è uno degli edifici più vecchi di Sesto. Le sue origini risalgono al medioevo quando, grazie ad un sistema di torri e mura merlate, formava un vero e proprio castello (Castellare de Sexto) proprietà dei vescovi fiorentini. L’esistenza di questa antica fortificazione, secondo l’architetto Marcello Mannini, sarebbe dimostrata dalle piante dei Capitani di Parte Guelfa che indicavano come Serraglio questo luogo.

“È possibile che il castello, prima di cadere in rovina (da cui il termine Castellare) potesse essere protetto da fossati riempiti con le acque del Rimaggio” (Cit. Sesto Una Bella Storia).

Il vecchio rudere evidentemente fu risistemato se è vero che com’è vero che passò più volte di mano: da Jacopo di Ubaldino Fastelli, primo proprietario conosciuto fino a Vincenzo Corsi detto Brincino che il 14 aprile 1813, in piena età Napoleonica, fu nominato Maire di Sesto.

Articoli e foto si riferiscono però alla fine degli anni ’70 del secolo scorso quando il sindaco Elio Marini, su incarico del consiglio comunale provvide all’esproprio di Villa San Lorenzo al Prato. L’operazione di ristrutturazione di un bene storico e architettonico così importante doveva rientrare in un Piano triennale ma fu anticipata per le “pressioni” del Consiglio di Quartiere, di un Comitato spontaneo di cittadini e, secondo l’Unità, grazie anche all’impegno della Sezione  comunista “Sud-Ferrovia G. Di Vittorio” che aveva sede in via Bossoli.

L’operazione di ristrutturazione consentì, seppure tra qualche polemica, la realizzazione, oltre che di un Centro sociale attrezzato, di un edificio scolastico che fornì una risposta all’esigenza di nuove aule che  il territorio, in quel periodo, esprimeva.

TuttoSesto

DANIELE NICCOLI

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