1° settembre 1944 – Liberazione di Sesto Fiorentino

0
2946
Sesto com'era

Sesto Fiorentino giorno per giorno

1° settembre 1944 – Liberazione di Sesto Fiorentino

L’estate 1944 fu, per i cittadini sestesi, il periodo più difficile di tutta la Seconda guerra mondiale. La città si trovò, prima sotto i bombardamenti degli alleati decisi a far ripiegare i tedeschi verso nord, e poi sottoposta ai colpi di coda di quest’ultimi quando cominciarono a ritirarsi sulle alture. Alcuni fascisti, come il maresciallo Giorgi, erano già scappati verso Nord, ma altri, incattiviti dalla sempre più probabile disfatta, intensificarono, insieme ai nazisti, la caccia agli uomini da utilizzare per l’allestimento delle linee di difesa sull’Appennino o da trasferire nelle fabbriche in Germania.

Contemporaneamente le azioni militari o di semplice sabotaggio delle SAP (Squadre di Azione Patriottica) e dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) s’intensificarono. In questa situazione di assoluta emergenza il Pievano di Sesto, Monsignor Andrea Cassulo, prese contatto con i medici Gino Conti, Augusto Menarini, Luigi Favilli, Italo Bandini, Max Sacenti e Dario Forti  e allestì un piccolo ospedale all’interno della cappella della Compagnia della Misericordia. Vi trovarono conforto e cure più di duecento persone, ma nonostante il prodigarsi del personale medico e paramedico, i morti furono ventisette.

Gli ultimi giorni di agosto furono i più difficili. I tedeschi, da Querceto e da Carmignanello, iniziarono un intenso bombardamento sull’abitato di Sesto. Molti furono i morti, tra questi anche il dottor Luigi Favilli.

Approfittando del vuoto politico-amministrativo, il Comitato di liberazione Nazionale assunse il governo della città nonostante il perdurare dell’occupazione tedesca. I primi a prendere le redini del Comune furono Guido Presciani (Psi) e Fosco Fantechi (DC), seguiti, a distanza di qualche giorno, da personaggi che avevano avuto più problemi con il regime come Galileo Corsi e Roberto Biricolti del PCi, Alberto Giachetti della DC, Ernesto Banchelli e Umberto Conti del Psi.

Nell’imminenza della liberazione il Comitato decise di trasformarsi in Giunta così da poter vantare il riconoscimento politico e giuridico dagli alleati che stavano sopraggiungendo.

Nell’evidente impossibilità di indire elezioni, si pose il problema della scelta del sindaco. sia i comunisti che i socialisti erano convinti di rappresentare la maggioranza degli elettori e per qualche giorno fu impossibile trovare un accordo. infine si decise di affidare l’incarico di sindaco a chi aveva già avuto prece- denti esperienze di amministrazione pubblica. Fu così nominato Torquato Pillori, ex consigliere socialista (ma poi passato nelle file comuniste) durante l’ultima amministrazione prefascista.

Finalmente, nella tarda mattinata del 1° settembre, arrivarono in Piazza Ginori alcune camionette cingolate dell’VIII Armata Inglese. Ad accoglierle, la giunta comunale appena insediata. Dopo un’ora di colloquio con il governatore alleato, il segretario comunale, Arturo Pieri, irruppe nella sala della riunione avvertendo i convenuti di un tentativo in atto da parte dei tedeschi di rientrare in città. A queste parole il governatore fece immediatamente ritorno a Firenze con le sue truppe. Fu così che dopo aver assaporato la libertà, Sesto si trovò di nuovo in pericolo di rappresaglie. La giunta comunale stabilì che tutti i partigiani si disponessero a difesa della città.

Seguirono due giorni di terrore, ma i tedeschi, ormai in fuga, non se la sentirono di affrontare truppe mai così decise a difendere il proprio territorio. Il 2 settembre con la copertura dei carri armati alleati, i partigiani eliminarono definitivamente il pericolo dei militari tedeschi sbandati e dei cecchini, Il 3 settembre il governatore alleato fece ritorno a Sesto che finalemte poteva considerarsi veramente libera.

DANIELE NICCOLI

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO