11 agosto 1944, la Liberazione di Firenze

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75 anni fa la battaglia di Firenze condotta, dopo lunga trattativa con gli alleati, dai partigiani fiorentini del comandante Potene, morto durante i preparativi.

Il racconto in Firenze 365 di Daniele Niccoli

 

 

Alle sei del mattino dell’11 agosto 1944il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale ordinò l’insurrezione facendo suonare la Martinella di Palazzo Vecchio. Si prevedeva una veloce ritirata dei Nazisti sulle colline, ma questi ultimi, invece, formarono una linea di resistenza che dalle Cascine si prolungava fino a via Aretina. Ne derivarono scontri durissimi e molte furono le perdite nelle fila partigiane soprattutto a causa dei cecchini appostati sui piani più alti dei palazzi fiorentini. Alla fine delle prime due giornate di combattimenti, la linea del fronte non aveva subito sostanziali modifiche. Soltanto il 18 Agosto si realizzò una significativa avanzata delle truppe partigiane, ma la battaglia di Firenze terminò solo alla fine del mese di Agosto. Complessivamente caddero 205 partigiani, 400 rimasero feriti e 18 risultarono dispersi. Tra i caduti anche Aligi Barducci, il comandante Potente, che aveva condotto, tra mille insidie, i partigiani della Divisione Arno dal Pratomagno fino alla città. La sua morte risale ai giorni immediatamente precedenti alla battaglia vera e propria: la sera dell’8 Agosto, per preparare l’insurrezione, fu ordinata l’evacuazione dei quartieri dell’Oltrarno. Potente, per verificare come stesse procedendo l’operazione, si recò in Piazza Santo Spirito, dove aveva sede il distretto militare, ma fu colpito al ventre da una scheggia a seguito dell’esplosione di un colpo di mortaio. Fu portato prima all’ospedale da campo in Pian dei Giullari e, poi all’ospedale Rosa Libri di Greve, ma non ci fu niente da fare. Potente riuscì solo a chiedere al partigiano Meoni di prendere la sua camicia rossa e di farla sventolare quando Firenze sarebbe tornata libera. I funerali si tennero a Villa Cora il 12 Agosto alla presenza dei suoi genitori, di alcuni dei suoi partigiani e un picchetto della divisione canadese. Da un punto di vista militare, la battaglia di Firenze non può essere considerata una vittoria piena perché il grosso delle truppe tedesche riuscì comunque a sganciarsi e ad attestarsi sulla linea Gotica, ma l’intervento dei partigiani permise il salvataggio di macchinari di numerose fabbriche. La battaglia di Firenze fu soprattutto una vittoria politica; un riconoscimento della forza e della maturità raggiunta dalla Resistenza. Le gesta di chi partecipò a quella battaglia, costrinsero gli alleati a considerare le forze antifasciste del Comitato di Liberazione Nazionale come interlocutori di primo piano. La liberazione di Firenze viene festeggiata l’11 agosto, giorno dell’insurrezione generale e di insediamento della giunta comunale che il CTLN aveva già eletto il 22 Luglio. Il sindaco era il socialista Gaetano Pieraccini

 

Era giunta l’ora di resistere;

era giunta l’ora di essere uomini:

di morire da uomini per vivere da uomini.                          Piero Calamandrei

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