14 novembre 1813 – L’ultimo giorno a Firenze di Ugo Foscolo

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Firenze 365

Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

14 novembre 1813 – L’ultimo giorno a Firenze di Ugo Foscolo

La Firenze che, a cavallo fra il Settecento e l’Ottocento, visse innumerevoli esperienze politiche, divenne residenza, più o meno saltuaria, dei principali esponenti della cultura italiana che proprio in quegli anni viveva il passaggio dal neoclassicismo al romanticismo. La vita letteraria fiorentina fu caratterizzata anche dalla costante presenza di grandi personalità femminili ideatrici di salotti che divennero laboratorio di nuove idee, ma anche sedi di tresche amorose.

Antesignana, in questo senso, fu la contessa d’Albany, ovvero Luisa di Stolberg, già moglie di Edoardo Stuart e poi amante di Vittorio Alfieri e non solo. Ben prima della morte del drammaturgo la contessa accolse, infatti, i favori del pittore Francois-Xavier Fabre per poi offrirsi, in età matura, anche a Ugo Foscolo che soggiornò a Firenze dall’agosto 1812 al 14 novembre 1813. Qui il poeta-soldato, originario di Zante, visse una storia d’amore con Candida Quirina Mocenni, discendente di una benestante famiglia senese e mal maritata con Ferdinando Magiotti, definito da Silvio Pellico un povero infelice, scemo dalla nascita, ma ricco. Quirina era stata inserita dalla madre nel salotto letterario della contessa d’Albany e fu proprio durante una sua visita alla villa di Bellosguardo che Foscolo scrisse di getto il sonetto Alla donna gentile dedicato a lei. Foscolo, non soddisfatto della composizione, lacerò il foglietto su cui aveva scritto le rime ed è solo grazie a Quirina, che raccolse e ricompose i pezzi, se il sonetto è giunto fino a noi.

Vigile è il cor sul mio sdegnoso aspetto,
E qual tu il pingi, Artefice elegante,
Dal dì ch’io vidi nel mio patrio tetto
Libertà con incerte orme vagante (Ugo Foscolo)

Il legame tra Quirina e Foscolo durò pochi mesi sufficienti comunque a suscitare l’invidia dell’ormai attempata Contessa d’Albany che non tardò, dispensare giudizi poco lusinghieri nei confronti della più giovane rivale.

ella non è carina e il suo colorito non è bello; non ha che la giovinezza

In quei mesi fiorentini Quirina assistette economicamente Foscolo, ma ciò non gli valse un rapporto duraturo. Il poeta, seppur malato, continuava ad attirare l’attenzione delle donne. Ne ebbe molte anche di sposate come Teresa Pickler moglie di Vincenzo Monti e Maddalena Bignami moglie di un banchiere milanese. La storia con Quirina non poteva durare e infatti nel novembre 1813 Foscolo lasciò Firenze e non la rivide più.

DANIELE NICCOLI

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