15 gennaio 1944 – Assassinio di Oliviero Frosali

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1923
Sesto com'era

Sesto giorno per giorno la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro Sesto una bella storia.

Un centinaio di fatti e date che caratterizzano la storia e la cronaca della città di Sesto con la speranza che ci possano aiutare a conoscere la nostra semenza e a intuire il nostro futuro.

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l’anima che hai (Francesco Guccini)

SESTO GIORNO PER GIORNO

15 gennaio 1944 – Assassinio di Oliviero Frosali

 

Subito dopo la battaglia di Valibona, dove trovarono la morte Lanciotto Ballerini, Luigi Giuseppe Ventroni e Andrey Vladimiro le forze di polizia di Sesto Fiorentino decisero di effettuare ricerche nelle abitazioni degli antifascisti e degli ex detenuti politici per scovare elementi coinvolti con la Resistenza. Protagonista dell’azione fu il comandante della stazione dei carabinieri di Sesto, il maresciallo Giorgi, personaggio ben noto alla cittadinanza per l’assidua collaborazione con repubblichini e nazisti.

Il 15 gennaio 1944 insieme al comandante delle truppe tedesche organizzò un’operazione di rastrellamento che inizialmente non ebbe molto successo perché non fu trovata nessuna prova che potesse servire da pretesto per qualche arresto o, peggio che mai, per una rappresaglia. Giunti però nella zona di Baldracca, subito sotto i’ treno, sorpresero nella sua abitazione Oliviero Frosali, partigiano ed ex detenuto politico giudicato dal Tribunale Speciale. Aveva deciso di fare una rapida visita alla famiglia e, alla vista dei nazi-fascisti, saltò dalla finestra ma non ebbe scampo. Circondato da fascisti e nazisti, fu ferito a morte. Fu il primo caduto di Sesto nella guerra di Liberazione.

L’assassinio di Frosali suscitò l’indignazione della cittadinanza e spinse ancor di più i giovani verso la montagna. I compagni di lotta del povero Frosali decisero che era giunta l’ora di dare una lezione al maresciallo Giorgi. Il 22 maggio 1944 due gappisti arrivarono in bicicletta da Firenze sorprendendo il maresciallo Giorgi al rientro in caserma dopo la consueta visita al comando tedesco. Esplosero contro di lui numerosi colpi di pistola, ma non furono sufficientemente rapidi. Il maresciallo si gettò a terra e cominciò a rotolarsi. Rimase ferito, ma riuscì a cavarsela e, appena fu in grado di rimettersi in piedi, si fece trasferire al Nord. L’aria di Sesto non era più salubre per lui.

Daniele Niccoli

 

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