6 agosto 2012 – L’oro di Niccolò

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Campriani
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Sesto giorno per giorno la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro Sesto una bella storia e Sesto Fiorentino, i giorni della nostra storia

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l’anima che hai (Francesco Guccini)

Sesto giorno per giorno

6 agosto 2012 – L’oro di Niccolò

Lui sostiene di non aver sparato ancora il colpo perfetto però certo ne ha sparati molti e quasi tutti precisi se è vero, com’è vero, che ha vinto tre ori olimpici nel tiro a segno con la carabina. Niccolò Campriani arrivò alle Olimpiadi di Londra del 2012 da Campione del Mondo nella carabina da 10 metri e non si fece vincere dalla tensione che qualche volta attanaglia il favorito e conquistò l’oro dai 50 metri e l’argento dai 10 metri. A Rio de Janeiro arrivò dopo 4 anni complicati caratterizzati anche dal cambiamento del regolamento. Non aveva più vinto una gara, ma in Brasile ne vinse addirittura due. Insomma un fenomeno. Di quelli che si vedono in televisione e che non pensi di incrociare per la strada. E invece è quello che è capitato a qualche sestese visto che Niccolò è stato per lungo tempo nostro concittadino.

E’ bello tornare essere tornato a casa. Da Sesto sono andato via nel 2009 dopo averci vissuto per 21anni. Abitavo in via Cairoli. Ora vivo in Trentino Alto Adige. Sono stato per anni negli Stati Uniti, ma girare il mondo non vuol dire dimenticare gli amici. Quando torno a casa faccio sempre una passeggiata amarcord in solitaria passando dalla scuola De Amici, dalla Pescetti e dagli altri luoghi della mia gioventù

Il secondo oro di Rio, quello nella carabina 50 metri da tre posizioni è arrivato in maniera rocambolesca, ma non inusuale in uno sport in cui il controllo dei nervi è determinate. Successe che Niccolò secondo all’ultima serie di tiri, sbagliò clamorosamente il tiro, ma peggio di lui fece il primo in classifica Sergei Kameneskii spiandogli la strada per l’oro.
La vittoria vera è però arrivata dopo: ritenendo quella sua vittoria ingiusta decise di donare la differenza tra il premio per il primo e quello per il secondo posto all’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR).

Tutto è partito dall’ultimo colpo che ho tirato a Rio – racconta Campriani – Quella medaglia d’oro in realtà avrebbe dovuto essere d’argento, visto che avevo vinto per uno sbaglio del mio avversario. In quel momento facevo fatica a essere identificato come campione olimpico in quella specialità (carabina a 50m) e per cercare di fare pace un po’ con me stesso avevo deciso di donare la differenza di premio tra l’argento e l’oro all’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione della crisi dei rifugiati. Qualche tempo più tardi venni invitato dalla stessa UNHCR a Meheba in Zambia per visitare uno dei maggiori campi per rifugiati in Africa. Quella fu un’esperienza molto forte e gratificante

Da quel gesto e da quella esperienza è nata una collaborazione che ha condotto Niccolò Campriani, dopo il ritiro dalle competizioni, ad allenare alcuni rifugiati per aiutarli a ottenere la qualificazione ai giochi Olimpici di Tokyo.

Daniele Niccoli

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