26 gennaio 429 – L’ultimo miracolo di San Zanobi

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San Zanobi

Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

26 gennaio 429 – L’ultimo miracolo di San Zanobi

Zanobi fu Il primo vescovo cristiano della città di Firenze. Amato dai suoi concittadini, si prodigò per loro per tutto il corso della vita. Firenze, per riconoscenza, conserva ancora oggi alcune tracce del suo passaggio terreno e in particolare dei miracoli di cui si sarebbe reso protagonista.

Una targa sulla facciata del Palazzo de’Visacci in Borgo degli Albizi ricorda addirittura una caso di resurrezione: una donna francese aveva intrapreso un lungo e faticoso pellegrinaggio verso Roma con il figlio molto piccolo. Una volta arrivati a Firenze il figlio si era ammalato, ma la madre aveva voluto proseguire ugualmente il viaggio e aveva pregato il vescovo Zanobi di prendersi cura del bambino. Zanobi aveva accettato l’incarico volentieri ma il piccolo era morto all’improvviso proprio il giorno in cui la giovane “matre gallica” aveva fatto ritorno da Roma. La donna, saputa la notizia e straziata dal dolore corse, disperata, alla ricerca di Zanobi con la speranza che potesse aiutarla. Il Vescovo che era partito dalla chiesa di San Pier Maggiore per una processione, incontrò la donna, che portava in braccio il figlio morto, proprio nel punto dove successivamente fu posta la targa. La madre, sconvolta, implorò il vescovo di aiutarla e Zanobi, preso da compassione, s’inginocchiò sul corpo del bambino, lo benedì e questi miracolosamente resuscitò, abbracciando immediatamente la giovane madre.

Al momento della morte, Zanobi fu sepolto nella Chiesa di San Lorenzo che all’epoca era fuori dalle mura cittadine. Alcuni anni dopo, esattamente il 26 gennaio 429, fu deciso di trasferire le reliquie del Santo nella Cattedrale della città che allora era Santa Reparata. Il trasferimento avvenne in inverno inoltrato. Mentre il corteo passava laddove oggi c’è il Battistero, la bara sfiorò un olmo secco e l’albero immediatamente mise le foglie e fiorì.

In ricordo di quel nuovo miracolo, oggi nello stello luogo sorge una colonna, detta, appunto, di San Zanobi. La colonna è sormontata da una croce di marmo con una ghirlanda di ferro battuto. Ogni anno il 26 gennaio, in ricorrenza di quel miracolo, la base della colonna viene addobbata con corone di fiori.

Alla piazza del Duomo in sull’entrata
V’era un’ olmo secco ritto in piede
Onde passando, per un onda data
Il cataletto alquanto all’olmo cede:
Né prima tocco l’ebbe che mostrata
Mirabil cosa fu come si vede
Che l’olmo secco in un istante fuori
Tutto coperto fu di fronde e fiori. (Bernardo Gianbullari)

DANIELE NICCOLI

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