Affitti brevi, Via Nova: ” Capiamo davvero qual è il problema abitativo”

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Via Nova

Il tema degli affitti brevi è stato tra i pochi argomenti arrivati alla discussione nel Consiglio comunale di ieri. Via Nova, attraverso il consigliere comunale Leonardo Giannelli, ha espresso forti perplessità sull’impostazione della mozione, contestando in particolare il tentativo di applicare alla realtà sestese analisi e soluzioni nate per il Comune di Firenze.

“Il primo errore è considerare l’intera Città Metropolitana come se fosse un unico contesto”, dichiara Leonardo Giannelli. “Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano non sono Firenze e non presentano automaticamente gli stessi problemi, né oggi né necessariamente in futuro. Prima di intervenire bisognerebbe partire dai numeri e dalla realtà del territorio”.

Ed è proprio sui numeri che Via Nova concentra la propria critica.

“I dati che abbiamo a disposizione quantificano in 79 gli appartamenti destinati agli affitti brevi a Sesto Fiorentino. Settantanove. Rapportati al patrimonio abitativo del nostro Comune rappresentano un fenomeno estremamente contenuto e, facendo lo stesso rapporto con Firenze, siamo su dimensioni enormemente inferiori. Eppure la discussione è stata impostata come se fossimo davanti allo stesso fenomeno che interessa il capoluogo”.

Secondo Giannelli, il punto non è negare l’esistenza di un’emergenza abitativa, ma evitare di individuarne preventivamente la causa negli affitti brevi senza aver prima studiato in maniera approfondita la situazione sestese.

“Se vogliamo affrontare seriamente il problema della casa, facciamolo. Ma allora promuoviamo uno studio più ampio sulle sue cause: prezzi degli immobili, canoni di locazione, disponibilità di alloggi, andamento dei salari e degli stipendi, immobili sfitti e difficoltà di accesso al mercato. Dire invece, implicitamente o esplicitamente, che l’emergenza abitativa dipenda dagli affitti brevi significa partire dalla risposta prima ancora di essersi posti la domanda”.

Via Nova respinge inoltre una rappresentazione negativa dei piccoli proprietari immobiliari.

“Durante il dibattito abbiamo sentito parole molto critiche sulla “rendita”. Ma il piccolo proprietario che ha ereditato un appartamento, che ne ha acquistato uno con i risparmi di una vita o che decide di affittare una seconda casa non può essere automaticamente rappresentato come uno speculatore. Molto spesso è semplicemente una famiglia che integra il proprio reddito in un periodo nel quale il costo della vita e quello delle abitazioni sono cresciuti molto più velocemente dei salari”.

Per Giannelli occorre inoltre distinguere nettamente tra il piccolo proprietario e le operazioni immobiliari di grandi dimensioni.

“Trovo singolare che si concentri tanta attenzione sulla cosiddetta rendita del piccolo privato, che peraltro può decidere in qualsiasi momento di tornare all’affitto tradizionale o di vendere l’immobile, mentre si parla molto meno dei grandi soggetti e dei fondi d’investimento che possono acquistare interi immobili e trasformarne strutturalmente la destinazione. È lì che la politica dovrebbe dimostrare la stessa attenzione”.

Via Nova invita inoltre a non considerare necessariamente negativo un eventuale sviluppo moderato degli affitti turistici sul territorio sestese.

“Se qualche visitatore decidesse di soggiornare a Sesto, generando un turismo di nicchia e sostenibile, non credo sarebbe una tragedia, anzi. Probabilmente ne sarebbero contenti anche ristoranti, bar e attività commerciali. Il punto è governare i fenomeni quando esistono e quando assumono dimensioni problematiche, non combatterli preventivamente copiando provvedimenti pensati per realtà profondamente diverse dalla nostra”.

Giannelli ricorda infine come, fino ad oggi, Sesto Fiorentino non sia stata una destinazione particolarmente competitiva per chi visita Firenze, anche per le difficoltà dei collegamenti serali con il capoluogo.

“Dieci anni di sviluppo degli affitti brevi a Firenze rappresentano ormai un periodo sufficientemente lungo per osservare cosa sia successo a Sesto: siamo arrivati a 79 appartamenti. Evidentemente, a condizioni invariate, non siamo davanti a un’invasione turistica”.

Via Nova interviene infine sulle dichiarazioni del consigliere di AVS Lorenzo Madau, che dopo il voto ha ricondotto la posizione della lista civica alle posizioni della destra e di Fratelli d’Italia.

“Ci dispiace che Madau, invece di confrontarsi con le osservazioni che abbiamo sollevato nel merito, senta il bisogno di stabilire chi sia di destra e chi di sinistra e, soprattutto, di spiegare a Via Nova quale dovrebbe essere la sua collocazione politica”, prosegue Giannelli. “Lo ringraziamo per l’interessamento, ma Via Nova è nata proprio per superare questa logica: giudichiamo gli atti per quello che contengono, non per la casacca di chi li propone”.

“Se su una determinata mozione il nostro voto coincide con quello di Fratelli d’Italia, questo non ci rende Fratelli d’Italia. Del resto, sulla stessa mozione anche Italia Viva non ha espresso voto favorevole: dovremmo quindi concludere che anche Italia Viva sia diventata improvvisamente un partito di destra? È un ragionamento che evidentemente non regge”.

“Via Nova si è presentata alle elezioni autonomamente, con il proprio candidato sindaco, il proprio simbolo e il proprio programma. Continueremo quindi a votare a favore delle proposte che riteniamo utili per Sesto e contro quelle che non condividiamo, indipendentemente dal fatto che arrivino da destra, da sinistra o dal centro. Se questo crea qualche difficoltà a chi è abituato a leggere qualsiasi questione attraverso le vecchie appartenenze, ce ne faremo una ragione. Per noi questo è semplicemente civismo”.

Poi la conclusione, volutamente provocatoria:

“Certo, il ragionamento cambierebbe se in futuro mutassero radicalmente le condizioni del territorio e i flussi di persone tra Firenze e Sesto. E allora viene spontanea una domanda: cosa potrebbe mai esserci di così impattante da modificare quei flussi, al punto da voler “arginare” oggi un fenomeno che a Sesto, nei numeri, ancora non esiste?”.

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