Mozioni e interrogazioni che attendono troppo tempo prima di arrivare alla discussione. Per Via Nova è necessario rivedere l’organizzazione dei lavori del Consiglio comunale, prevedendo almeno due sedute ordinarie al mese e valutando anche di anticiparne di un’ora l’inizio.
Il problema, sottolinea il gruppo civico, nasce paradossalmente anche da un fatto positivo: rispetto alla precedente consiliatura, oggi sono presenti più forze di opposizione, vengono prodotti più atti e il dibattito politico è decisamente più vivace.
“È un bene per il Consiglio e per la città. Ma se aumentano gli atti e il confronto, devono aumentare anche gli spazi nei quali discuterli. Altrimenti si crea inevitabilmente un arretrato che rischia di svuotare gli atti della loro funzione».
Via Nova porta come esempio la propria mozione sul Parco dell’Oliveta, presentata il 22 giugno e ancora in attesa di essere discussa a oltre tre mesi dalla presentazione. Un atto che chiedeva interventi sul degrado, sui rifiuti e sulla gestione dell’area con misure pensate espressamente anche per il maggiore afflusso durante il periodo estivo. Se un atto pensato per affrontare le criticità dell’estate viene discusso quando l’estate è ormai finita, inevitabilmente perde parte della propria attualità e utilità”.
Da qui la proposta di Via Nova: due Consigli comunali al mese come cadenza ordinaria, almeno finché sarà necessario per garantire tempi ragionevoli di discussione, e la possibilità di iniziare i lavori un’ora prima.
“Non chiediamo di comprimere il dibattito, ma esattamente il contrario: di dargli più spazio. Una mozione deve poter essere discussa quando il problema che affronta è ancora attuale. È una questione di efficacia del lavoro consiliare, ma anche di rispetto nei confronti dei cittadini che attraverso i consiglieri portano problemi e proposte dentro le istituzioni”.
A chiudere è il capogruppo di Via Nova Daniele Brunori:
“Se nella scorsa consiliatura ero praticamente da solo a fare opposizione, adesso c’è molta più vivacità, e questo è solo positivo. Ci sono più voci, più atti e più confronto: non dobbiamo comprimere questa nuova vitalità, dobbiamo organizzare il Consiglio perché possa sostenerla. Due sedute al mese e qualche ora in più mi sembrano una risposta semplice e di buon senso che proporrò agli alla prossima Conferenza dei Capigruppo.
Insomma, qualcosa si muove a “Sestograd”.
E meno male.”




