Bracconiere a Calenzano: bocciata la mozione di D’Elia sulla richiesta di costituzione di parte civile del Comune

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E’ stata bocciata la mozione di richiesta, presentata dal consigliere comunale, nonché presidente della commissione controllo Americo D’Elia, di costituzione di parte civile del Comune di Calenzano nel processo che si svolgerà contro il bracconiere fermato il 17 gennai0 2019 dai Carabinieri Forestali.

Sono molto amareggiato della bocciatura e soprattutto dalle posizioni del sindaco che ha dichiarato in aula che tale costituzione poteva creare un precedente su tutti i casi di cronaca“, commenta Americo D’Elia.

Penso e sono ancora più convinto che, invece un precedente bisognava crearlo, proprio per far capire a certi soggetti che Calenzano è un paese che tutela gli animali e che nessuno si deve permettere di toccarli o maltrattarli.

Avevo presentato questo mozione per dare un segnale forte a seguito di quanto accaduto in data 17 gennaio 2019  quando i Carabinieri  forestali, in località Dietro Poggio, hanno fermato un cittadino italiano dedito all’attività illegale di bracconaggio e dove alcune ore dopo io ed altri cittadini avevamo effettuato un sopralluogo ed un immediato esposto agli organi competenti.

Il bracconiere fermato e denunciato per vari reati era stato trovato in possesso di un vero e proprio arsenale, con detenzione illecita di circa 70 tagliole per mammiferi e avifauna, lacci da fauna selvatica già confezionati, 2.200 cartucce detenute oltre il limite consentito, 17 uccelli all’interno del congelatore appartenenti a specie protette (16 pettirossi e una cinciallegra), munizioni da guerra e 60 animali tra mammiferi e uccelli imbalsamati, alcuni dei quali appartenenti a specie protette e particolarmente protette, tutto ciò, che si trovava tra la casa e il fienile dell’uomo, era  stato posto sotto sequestro.

Ricordando anche che nello stesso posto in cui è stato fermato l’uomo fu trovato qualche settimana prima un gatto domestico che era rimasto intrappolato in un laccio simile a quelli usati dal bracconiere, saranno sicuramente le indagini ad accertare se le cause della successiva morte di quel gatto sono riconducibili ad un laccio posizionato dallo stesso Indagato o da altre persone.

In ogni caso la morte del gatto prima e la notizia del fermo dell’uomo hanno scosso il paese e proiettato la nostra cittadina agli onori delle cronache che non appartengono alla storia e all’educazione animalista ed ambientalista del nostro paese.      

Per tanto chiedevo al sindaco che si impegnasse  d effettuare una valutazione tramite i legali per la costituzione di parte di civile del Comune nei confronti del bracconiere per far emergere ancora di più che Calenzano è un paese dove gli animali si amano e non si ammazzano, che tali condotte illecite non sono nemmeno lontanamente accettate dalla nostra cittadina impegnando il Comune  fin da subito a donare alle associazioni che tutelano gli animali nel nostro territorio eventuali risarcimenti al netto delle spese legali sostenute dall’ente.

 

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