Il 27 febbraio1890 il presidente del Circolo Operaio di Colonnata, Ulisse Bini chiese all’amministrazione comunale il permesso di costruire, in un terreno di proprietà dello stesso Circolo, un immobile destinato a diventarne la sede.
Il permesso fu approvato nell’aprile successivo con la condizione che i lavori fossero conclusi entro un anno1.
Il teatro forse era previsto già dal progetto originario ma fu costruito in un secondo momento quando i proprietari della manifattura Ginori accordarono al circolo un mutuo gratuito con garanzia ipotecaria di 12.000 lire. La cifra servì per estinguere il mutuo contratto con la ditta di fratelli Berni per la realizzazione della sede. Con questa operazione il Ginori si guadagnò il controllo del Circolo e il consenso dei soci che infatti lo nominarono presidente onorario.
I soldi che avanzarono dalla donazione del marchese permisero l’ampliamento dei locali e la costruzione di un teatro con platea a pianta rettangolare e galleria con posti in piedi.
Il teatro fu inaugurato il 29 giugno 1895. Oltre alla platea e alla galleria disponeva di una terrazza che correva intorno alla sala2.
In occasione dell’inaugurazione il direttore dello stabilimento di Doccia, Enea Giusti, come a rimarcare lo stretto legame con la manifattura, organizzò una festa suntuosa che vide la presenza delle più alte autorità locali. Fra queste, oltre a Carlo Ginori, spiccava la figura del sindaco di Firenze, marchese Piero Torrigiani3 cui lo stesso Giusti non mancò di inviare una richiesta di raccomandazioni per gli esami scolastici del figlio4
Enrico Giusti, decoratore della manifattura Ginori, e attento osservatore degli eventi locali, nei suoi Lunari così ricorda l’evento:
Inaugurazione dell’Arena Teatro al Circolo operajo, rappresentando in detta sera il dramma ‘Patria’ dalla Compagnia diretta da Oreste Papi5
Lo stesso Giusti ci dà conto di alcune opere rappresentate nel nuovo teatro nei giorni successivi: Il tiranno di San Giusto, Giosuè il guardacoste, Il Cantico dei cantici di Felice Cavallotti, Il codice di Augusto Novelli, Giorgio Grandi di Marengo, Maritiamo la suocera e Santerellina. Una fitta programmazione che prosegui nei mesi e negli anni successivi.
Nel 1898 fu progettata anche un’arena all’aperto che non fu mai realizzata. di cui iman solo un disegno.

Nel 1907 con la fusione della Mutua Assistenza, della Società Cooperativa di Consumo e dl Circolo Operaio si costituì l’Unione Operaia di cui il teatro divenne il locale ricreativo.
Furono ospitate più volte le compagnie Filodrammatiche di Sesto (Cavallotti) e di Firenze (Goldoni, Pergolesi e Bertini). Ad esse veniva corrisposto un compenso che andava dalle 60 all 80 lire a recita. Le spese erano a carico del circolo che, nel 1908, vendeva i biglietti a 0,20 Lire per gli adulti e 0,10 per i minori6.
Nel 1911 il socio ed ex sindaco di Sesto, Pilade Biondi chiese, in due diverse occasioni, di poter utilizzare il locale per rappresentazioni cinematografiche. Il permesso gli fu concesso a condizione che si assumesse le spese per i macchinari e pagasse la quota per l’uso del teatro7.
Uso che invece nel 1920 non fu concesso al Partito Socialista che intendeva raccogliere fondi con una festa da ballo8.
Il teatro si prestò anche ad altri tip di iniziative. Nel 1901 il prof. Rossi-Doria tenne una conferenza mentre nel 1902 si allestì una festa scolastica. In entrambi i casi la scelta del teatro di Colonnata fu un ripiego per la mancata concessione del Niccolini da parte dei Rinascenti.
Nel 1909 l’Unione Operaia divenne a tutti gli effetti la sede della sezione di Sesto dell’Università PopolareSi trattava di un’istituzione di cultura ambulante che assunse grande rilievo tanto che le cerimonie dell’inaugurazione annuale risultavano sempre particolarmente affollate.
Nel 1911, nella sala del teatro di Colonnata, erano presenti i rappresentanti di tutte le associazioni sestesi tranne l’Associazione monarchica e quella cattolica9. Nel 1913 si contarono fino a 600 persone10.
Nel 1924, in occasione dell’ampliamento dei locali della società, il teatro fu momentaneamente chiuso al pubblico in maniera di permettere la sistemazione dell’impianto di riscaldamento. I lavori durarono circa quattro mesi durante i quali ci fu un’apertura straordinaria per la rappresentazione di un’opera che vedeva il concittadino Fosco Giachetti come protagonista11.
Durante il passaggio del fronte, tra il 1944 e il 1945 il teatro divenne il dormitorio dei soldati americani ma continuò a funzionare come cinematografo visto che ogni sera venivano proiettate le pellicole americane. Si trattava di spettacoli riservati alle truppe, ma qualche colonnatese potè assistere in anteprima e in lingua originale a film che sarebbero arrivati sugli schermi italiani solo diversi mesi dopo. Per il disturbo arrecato gli americani lasciarono in dote all’Unione Operaia un nuovo e moderno proiettore12.
Secondo le testimonianze la struttura del teatro si mantenne praticamente inalterata fino agli anni ’60 quando ancora era sicuramente presente l’antica galleria13. Nel 1968 la sala cinema fu soggetta a lavori di ammodernamento che ampliarono la capienza da 160 a 220 spettatori. Nelle occasione furono acquistate sedie (usate) e si dispose la presenza di una maschera. La nuova sala fu inaugurata il 30 novembre14.

Stando a Zorzi e Zangheri nel 1975 il palcoscenico e la sala furono di nuovo restaurati e la loro posizione fu invertita. Il palcoscenico infatti era dal lato opposto rispetto alla collocazione attuale e la cabina di regia serviva anche per gli spettacoli che si tenevano nel giardino15.
Da quel momento la sala ha continuato essenzialmente a funzionare come sala riunioni, sala cinematografica e, con l’avvento delle Pay Tv, sala per la visione della partite della Fiorentina.

Bibliografia
1 – ACSF, Permessi di costruzione, filza 674
2 – Mario Nesti, Ganna Bandini – Associazionismo cultura e politica. L’Unione Operaia di Colonnata, p.92
3 – Mario Nesti, Ganna Bandini – Associazionismo cultura e politica. L’Unione Operaia di Colonnata, p.51
4 – Archivio Manifattura Ginori n° 278 5,7
5 – Enrico Giusti, I Lunari, p.168
6 – Archivio dell’Unione Operaia, consiglio dl 24 aprile 1908 e del 6 luglio 1909
7 – Archivio dell’Unione Operaia, libro dei verbali
8 – Archivio dell’Unione Operaia, libro dei verbali
9 – Il Nuovo Giornale, 27 marzo 1911
10 – La Nazione, 15 febbraio 2013
11 – Libro processi verbali delle adunanze di assemblea
12 – Mario Nesti, Ganna Bandini – Associazionismo cultura e politica. L’Unione Operaia di Colonnata, p.165
13 – Elvira Garbero Zorzi e Luigi Zangheri, I teatri storici della Toscana: censimento documentario e architettonico, vol.7 Provincia di Firenze, Prato e provincia pag.572
14 – Archivio Unione Operaia, verbale di consiglio del 7 ottobre 1968
15 – Elvira Garbero Zorzi e Luigi Zangheri, I teatri storici della Toscana: censimento documentario e architettonico, vol.7 Provincia di Firenze, Prato e provincia pag.572
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Daniele Niccoli




