La scoperta della Montagnola descritta nel libro “Sesto Una bella Storia”

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La scoperta della tomba etrusca della Montagnola nel 1959 come l’ha raccontata Daniele Niccoli nel libro Sesto una Bella Storia edito da apice libri

Il fiume dei morti

“Il primo monumento dell’architettura fiorentina”, così il profes- sor Giacomo Caputo definì la tomba etrusca della Montagnola. Fu lui, alla fine degli anni ’50 a occuparsi, degli scavi che portarono all’identificazione dell’importante reperto archeologico.

Fin dall’ottocento numerosi archeologi avevano ipotizzato che il tumolo che si trova a Quinto in prossimità del torrente Zambra (che in lingua etrusca significa “fiume dei morti”) potesse essere una tomba etrusca. A favore dell’ipotesi giocava anche il rinve- nimento, poco più a sud, della tomba della Mula e di quella del giardino di villa Torrigiani poi andata distrutta.

All’inizio del 1959 i ricercatori, dopo aver constato il carattere artificiale della collinetta, iniziarono la ricerca dell’ingresso. Il 3 luglio finalmente riuscirono a penetrare nella tomba attraverso un’apertura probabilmente praticata da antichi tombaroli. Una volta dentro procedettero a ritroso per individuare il vero ingresso. Dopo aver rimosso circa 120 cm di terra e sassi utilizzati al momento della chiusura della tomba realizzarono che la tomba era costituita da tre camere. Due rettangolari e una circolare (tholos) caratterizzata da un pilastro centrale che ha un valore esclusivamente ornamentale visto che la tomba si regge grazie a un perfetto sistema di contrappesi”.

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