Papa (Gruppo Misto Sesto): “Mozioni slittano, urgenza della prevenzione no”

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Stefania Papa

“Le mozioni possono slittare nei tempi del Consiglio comunale. L’urgenza della prevenzione sanitaria e ambientale, invece, non può slittare“.

È il messaggio della biologa Stefania Papa, consigliere comunale e capogruppo del Gruppo Misto a Sesto Fiorentino, dopo il rinvio alla prossima seduta di due mozioni dedicate alla tutela della salute pubblica e alla prevenzione dei rischi biologici, ambientali e sanitari, regolarmente iscritte all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 15 settembre ma non discusse per l’esaurimento del tempo della seduta.

La prima mozione riguarda la Peste Suina Africana in Toscana e propone il rafforzamento delle misure di contrasto, la valorizzazione delle professionalità sanitarie e scientifiche e un maggiore coinvolgimento degli enti territoriali. La seconda punta invece al rafforzamento permanente delle politiche comunali di prevenzione ambientale e sanitaria, con particolare attenzione alla sorveglianza e al monitoraggio dei rischi biologici e vettoriali.

Il tema è tornato di particolare attualità anche in relazione alla Dengue. In apertura del Consiglio comunale, il sindaco ha fornito un aggiornamento sugli interventi messi in campo sul territorio e sui trattamenti effettuati in seguito ai casi e alle segnalazioni.

Il Comune aveva inoltre comunicato il 10 settembre l’attivazione di trattamenti precauzionali di disinfestazione nella zona di viale Pratese, a seguito della segnalazione da parte dell’Azienda USL Toscana Centro di un caso sospetto allora ancora sottoposto ad accertamenti.

Riconosciamo lo sforzo dell’Amministrazione nel dare aggiornamenti alla cittadinanza e nell’attivare tempestivamente i trattamenti previsti dai protocolli”, afferma Papa. “Ma non possiamo limitarci ad arginare il problema quando il caso è già manifesto. Quello è un intervento necessario, ma appartiene alla gestione della risposta. La prevenzione deve cominciare prima”.

Secondo Papa è necessario distinguere con chiarezza tra gestione dell’emergenza e prevenzione strutturale.

La tutela della cittadinanza non può tradursi in trattamenti biocidi preventivi indiscriminati. Non è questa la risposta che proponiamo. La prevenzione deve essere costruita attraverso sorveglianza, monitoraggio ambientale e vettoriale, valutazione del rischio, informazione, programmazione e interventi mirati, sulla base delle competenze scientifiche e sanitarie”.

Da qui la proposta di arrivare a una task force territoriale permanente, multidisciplinare e concertata, capace di mettere stabilmente in relazione Comune, sistema sanitario, Regione, Città Metropolitana, amministrazioni della Piana e professionalità scientifiche.

Serve un luogo stabile di confronto e coordinamento nel quale poter leggere insieme i dati, individuare tempestivamente le criticità e definire le azioni più appropriate. Non un organismo che si attivi soltanto quando compare un caso, ma uno strumento permanente di prevenzione”.

Per Papa, la task force non dovrebbe rappresentare un ulteriore livello burocratico.

Significa esattamente il contrario: mettere in rete ciò che già esiste, chiarire responsabilità e competenze, condividere dati e procedure e consentire a medici, veterinari, biologi, tecnici ambientali, agronomi, ingegneri e alle altre professionalità coinvolte di lavorare in maniera coordinata”.

La mozione dedicata ai rischi biologici e vettoriali propone infatti strumenti permanenti di prevenzione, sorveglianza e monitoraggio, oltre alla valorizzazione della professionalità del biologo ambientale e di comunità all’interno di un modello multidisciplinare e senza sovrapposizioni con le competenze proprie del sistema sanitario regionale.

Il biologo non deve sostituire altre figure”, precisa Papa. “Deve integrarsi con esse. I rischi sanitari e ambientali sono complessi e richiedono discipline diverse capaci di dialogare. La prevenzione efficace nasce dall’integrazione delle competenze, non dalla loro frammentazione”.

Lo stesso principio è alla base della mozione sulla Peste Suina Africana.

Dengue e arbovirosi da una parte, peste suina e zoonosi dall’altra sono fenomeni differenti e richiedono strumenti specifici. Ma ci consegnano una stessa evidenza: dobbiamo rafforzare la nostra capacità di prevenire, monitorare e coordinare prima che il rischio diventi emergenza”.

Papa sottolinea anche la necessità di un raccordo sovracomunale.

Vettori, animali selvatici e rischi biologici non si fermano ai confini amministrativi di un Comune. Per questo serve un coordinamento più forte tra Sesto Fiorentino, gli altri Comuni della Piana, Città Metropolitana, Regione Toscana, sistema sanitario e mondo scientifico”.

L’obiettivo, precisa la consigliera, non è creare allarmismo, ma rafforzare la capacità delle istituzioni di programmare e prevenire.

Non serve creare paura. Serve sapere cosa fare e farlo per tempo. La cittadinanza deve ricevere informazioni chiare, le istituzioni devono poter contare su strumenti adeguati e le professionalità scientifiche devono essere messe nelle condizioni di contribuire“.

Il rinvio delle due mozioni non modifica quindi la priorità politica degli atti.

Torneremo in Consiglio con entrambe le mozioni”, conclude Papa. “L’esaurimento del tempo di una seduta consiliare è comprensibile; ciò che non possiamo permetterci è che si esaurisca il tempo della prevenzione. Lavorare prima significa proteggere meglio la salute pubblica, utilizzare meglio le risorse e rendere le istituzioni più preparate”.

Prevenire prima, coordinare meglio e integrare le competenze scientifiche e territoriali: questa è la direzione proposta al Consiglio comunale.

 

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